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Viaggio in bicicletta in Serbia, da Janja attraverso Sabac, Belgrado, lungo il fiume Danubio.

Viaggio in bicicletta in Serbia, da Janja attraverso Sabac, Belgrado, lungo il fiume Danubio. Nei giorni precedenti, la più grande alluvione degli ultimi cento anni ha colpito la regione, il fiume Sara ha rotto gli argini e gran parte di Croazia, Serbia e Bosnia sono state allagate. La devastazione é impressionante. Lasciamo la Bosnia in direzione Sabac, Serbia.

Tappa 17: ingresso in Serbia

Janja-Sabac

22 Maggio, 2014

Oggi siamo entrati in Serbia attraverso il fiume Drina. Tappa di pianura. Anche qui case e campi sono stati allagati. E anche oggi 40°. C’era parecchia puzza e abbiamo visto camioncini della disinfestazione al lavoro.
Abbiamo incontrato due polacchi che stavano andando in bici in Macedonia e Kosovo.
Verso le 17.30 abbiamo fatto i nostri 70 chilometri giornalieri.
 
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Serbia Sabac

Serbia Sabac

Ci raggiunge un ciclista (di quelli “da corsa”) e ci inizia a parlare, in serbo ovviamente.

Cerchiamo di carpire qualche informazione sulla situazione alluvione.
Cerchiamo di carpire qualche informazione sulla situazione alluvione.
Si fa qualche chilometro con noi (mettendosi in scia o tirando…ci credeva davvero!) e ci accompagna a trovare una stanza. Si chiama Marko, non ha lavoro, ha 34  anni, fa 300 chilometri al giorno in bicicletta mangiando solo due banane! Sarà vero? Tutto ciò l’abbiamo scoperto perchè gli abbiamo offerto da bere e grazie alla combo wi.fi – google translate siamo riusciti a comunicare!
 
Poi, mentre andavamo a parcheggiare le bici è scomparso. Siamo tornati indietro e non c’era più.
Sarà esistito davvero?
 
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Alluvione a Sabac

Alluvione a Sabac


23 Maggio, 2014

La grande alluvione a Sabac

Ieri sera siamo andati in città per comprare qualcosa da mangiare ed abbiamo incontrato Aleksandr (Sasha), un meccanico di bici. Ci ha detto che potevamo passare al suo negozio per un controllo delle bici e che le avrebbe sistemate gratis. Così, questa mattina siamo andati.

Nel frattempo sono andata a comprarmi delle ciabatte, di calzini e scarpe chiuse non ne potevo più.
Si è già fatto mezzogiorno, andiamo a prendere un gelato con Sasha e Vladimir, anche lui incontrato al negozio di bici. Vladimir ci dice che se vogliamo restare un altro giorno a Sepac possiamo dormire a casa sua. Non è una brutta idea, ci serve interner e un giorno non ci cambia molto i programmi.

Sasha torna al negozio e noi andiamo con Vladimir in un altro posto, di un suo amico: un bikehostel. E’ un posto molto piccolo e accogliente, legno ovunque, un caminetto, il bagno e dei letti che sono appesi alle pareti. Un paio d’anni fa il locale è andato a fuoco ed ora è stato ricostruito.
Vlada e il tizio dell’ostello (detto Steven Segal) si sono conosciuti in Australia. Ci offre Rakija di prugne fatta in casa. Alla terza siamo proprio certi che oggi non si partirà.

Pedalando fuori da Sabac – mappa fotografica

Andiamo a casa di Vladimir, un appartamento molto carino al quarto piano senza ascensore. Per fortuna c’è una cantina per le bici. Cucino una pasta con le zucchine e verso le 18.00 Vladimir esce (fa l’insegnante di inglese in una scuola privata) e noi andiamo a fare una passeggiata con Steven e sua figlia, Ana.

Giriamo la città lungo il Fiume Sava.
Ci sono ancora chilometri e chilometri di sacchi di sabbia, case lungo il fiume allagate ma la situazione sta rientrando.
Qui dicono che si è deciso di allagare Obrenovac per non mettere in pericolo Belgrado e che i morti, ad Obrenovac, non sono trenta come dice il governo, ma trecento. Probabile.

Incontriamo di nuovo Marko, il ciclista di ieri, che appare e scompare, qui lo conoscono tutti! Anche se sembrano trattarlo come lo scemo del villaggio.
Finita la passeggiata incontriamo di nuovo Vladimir e andiamo tutti a berci una birra.
Siamo molto felici di esserci fermati qui, abbiamo conosciuto un sacco di persone interessanti e, siamo sicuri, ce ne sarebbero state altre. Come un pittore cercatore di monete romane che abbiamo incontrato lungo il fiume.
Sarebbe una bella città dove passare un po’ di tempo.


Cycling in Sabac with Ana and Steven

Cycling in Sabac with Ana and Steven

Tappa 18: Sabac – Pancevo

Cicloturismo verso Belgrado

24 Maggio, 2014

Alle 9.30 siamo pronti a partire, Ana e suo padre vogliono accompagnarci per qualche chilometro. Salutiamo Vladimir e pedaliamo.
Attraversiamo un ponte per treni sul Sava, un po’ vecchiotto e arruginito.
Forse anche per il giorno di pausa ci sentiamo particolarmente in forma. Alle 15.00 siamo già a Belgrado. Facciamo una bella strada lungo il Sava che ci porta quasi in centro.
Anche qui parecchie case e ristoranti sul fiume sono allagati ma niente rispetto a quello che è successo prima. Decidiamo di attraversare in fretta in centro della città.
 
Le città sono stressanti. Puzzano. La gente corre di qua e di là. Come formiche impazzite. E tutto costa di più. Abbiamo chiesto per curiosità quanto costava una stanza in un albergo due stelle con le tapparelle scassate, una stanza 50 euro, cioè quasi il triplo di una bella stanza subito fuori città.
Attraversiamo un ponte sul Danubio senza riuscire a guardarci attorno. C’è un sacco di traffico.
 
Cicloturismo Danubio

appena fuori Belgrado

Per uscire dalla città c’è una strada che sembra una supertangenziale. Per fortuna c’è la corsia degli autobus. Ci sono solo cani randagi e parecchie case sono baracche. Ci sono dei bambini rom che ci salutano mentre cercano qualcosa in un cassonetto.

Da quando siamo partiti abbiamo capito che tutti odiano i Rom, come ovunque.
Sono ricchi e fanno lavori sporchi, così dicono.
Chissà, forse cercando roba nei cassonetti si diventa ricchi.

Arriviamo vicino al paese di Pancevo. Mi fermo a chiedere il prezzo di una stanza ma l’unico posto che c’era era parecchio chic, era un albergo ristorante. Non c’era neanche un rom a mangiare.
Mi fermo anche al ristorante di fronte a chiedere se c’è qualche altro posto economico per dormire. Alla fine ci fanno mettere la tenda nel giardino del ristorante!
Piove tantissimo, anche più del solito.


Pancevo – Stara Palanka

Cicloturismo lungo il Fiume Danubio

25 Maggio, 2014

Stamattina sole. Parecchio sole.
Prendiamo una strada secondaria. Anche se è domenica c’è traffico. La strada è pianeggiante e dopo poco arriviamo a Kovin, una cittadina abbastanza grande. Ci fermiamo a mangiare in un parchetto dove c’è un monumento dedicato ai ciclisti fatto con le siepi.
 
Siamo sul percorso ciclabile del Danubio. Una vecchietta ci chiede se possiamo regalarle il nostro succo di frutta e i biscotti. Ciao colazione!
 
Ripartiamo e arriviamo a un parco nazionale. Bellissimo. Siamo circondati da dolci colline usate solo come pascoli. Ci fermiamo a dormire in mezzo a una collina circondati da prati fioriti a perdina d’occhio e in compagnia solo di un pastore che passa con le sue pecore.
Ah, dimenticavo che grazie a Vladimir (il professore di inglese di Sabac) abbiamo di nuovo l’alcol etilico e possiamo cucinare. Stasera lo chef ha preparato noodles al sapore di funghi (ma solo il sapore).

Tappa 20: Stara Palanka-Golubac

26 Maggio 2014

Lasciare questo paesaggio è difficile. Sarebbe un bel posticino dove passare qualche giorno in completo relax. Senza neanche vestirsi.
 
Invece ripartiamo e seguiamo una strada lungo il canale parallelo al Danubio che dopo cinque chilometri  diventa un tutt’uno con il Danubio. Non ci sono ponti. Per passare il fiume dobbiamo aspettare il traghetto. Ci dicono che passerà alle 13.00, più o meno. Sono le 11.30, dobbiamo aspettare. Mangiamo qualcosa, Daniele si piglia un piatto di pescegatto fritto (non l’ha mai mangiato).
 
Il traghetto, che poi è una chiatta trainata da una barchetta, arriva alle 12.30. I tizi che la pilotano scendono e si fanno una dormita. Noi aspettiamo, ci sono altri due viaggiatori in bicicletta inglesi. Partiamo verso le 13.30. Con calma.
 

Dall’altra parte ci aspetta un po’ di salita. Vediamo una strada alternativa lungo la riva del Danubio e la seguiamo. All’inizio va bene ma poi diventa sabbia e dobbiamo spingere le bici a mano per una mezz’ora buona e con non poca fatica. Ma il Danubio è parecchio bello. Dall’altra parte la Romania. Finalmente torniamo sulla strada principale. Incontro una signora (Divna) che faceva la badante a Trieste e mi da un po’ di acqua fresca del suo pozzo. Mi dice che dopo poco, a Veliko Gradiske, c’è uno Jezero (un lago)e in cui si può fare il bagno. Evviva!

Ci arriviamo sempre costeggiando il Danubio ma stavolta sull’asfalto. Quello che chiamano lago è un ramo del Danubio. L’acqua è calda. Ma non molto invitante. Comunque è la prima volta che abbiamo l’occasione di farci un bagno. Dopo la breve siesta in ammollo e la consueta birretta ripartiamo. In lontananza ci sono fulmini e tuoni che diventano sempre più vicini e poi sono sulle nostre teste. Ci fermiamo a Golubac in cerca di un posto dove dormire.

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Tappa 21: Golubac – Donji Milanovac

Il Canyon del Danubio

Al risveglio puliamo un po’ le biciclette. Tutta la sabbia di ieri non gli ha fatto certo bene. Riprendiamo la strada sul Danubio, che dire, bellissima. C’è qualche salitina ma niente di eccezionale.

Dopo Donji Milanovac ci sono chilometri di nulla, solo il Danubio che passa attraverso una specie di Canyon. Alla nostra destra le montagne boscose della Serbia, e dall’altra parte del fiume le montagne boscose della Romania.

Finalmente arriviamo ad un paesino minuscolo, Dobra. Ci fermiamo per comprare qualcosa da mangiare. C’è solo un bar. Dentro c’è un grande tavolo da biliardo. C’è una donna, Darlin (o Druga) che va a comprarci uova e formaggio e un’altra donna (Vesna?) ce le cucina.

Darlin, che ormai ha cambiato nome, vive da molti anni a Chicago che, secondo lei, è casa sua. Dice anche che la pizza di Chicago è la più buona del mondo. Per motivi famigliari è dovuta ritornare al paese natale. Dev’essere un bel cambio di stile di vita. Ma, a parte tutto, sembrava divertirsi. C’era anche un vecchio, mi ha detto che sembro serba e, mentre Darlin era via, mi ha detto che è matta. Beh…forse un po’. Essere un po’ matti, in fondo, fa bene alla vita. E poi ci ha offerto tutto, anche i caffè.

Cicloturismo lungo il fiume Danubio – Mappa fotografica

 
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bicycle touring serbia danube

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