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confine Sarawak - Kalimantan

appena superato il confine di Aruk, siamo in Indonesia. La strada sembra piuttosto carina

Per quanto ne sappiamo ci sono tre confini internazionali tra Sarawak (Malesia) e Kalimatan (Indonesia):

  • il più grande e trafficato di Entikong (ID) – Tebedu (MY), sulla strada Malese H21 a Sud di Serian
  • il piccolo confine di Lubok Antu (MY) – Nanga Badau (ID), vicino alla reservoire di Batang Ai
  • l’ancora più piccolo confine di Aruk (ID) – Biawak (MY), vicino a Lundu

Altri due confini sono fra Serikin, Sarawak e Jagoi Babang, West Kalimantan e Bakelalan, Sarawak Long Bawan, North Kalimantan, ma al 2017 questi ultimi sono chiusi agli stranieri (se avete notizie diverse fatecelo sapere commentando l’articolo).

L’unico confine dove potete ottenere un Visto Indonesiano on Arrival é il confine Entikong – Tebedu, per tutte le altre opzioni dovrete già essere provvisti di visto prima dell’attraversamento.
Noi, essendo già a Lundu, volendo evitare la trafficata superstrada, sempre mirando alle entrate posteriori e fuori dai sentieri battuti e, più importante di tutto, avendo già ottenuto un meraviglioso Visto Social Budaya di 60 giorni, decidiamo di attraversare il confine Biawak – Aruk, in questo posto remoto:

GPS coordinates
1°36’43.8″ N 109°40’46.9″ E 

Aruk confine Indonesia - Malesia

poliziotti al confine vogliono farsi una foto con noi

l’attraverso del confine

confine fra Lundu a Aruk/Biawak – 25km

Sono stati due meravigliosi mesi qui nel Borneo Malese, ma é tempo di cambiare, tempo di esplorare un affascinante e mistico Paese che sogniamo sin da quando eravamo bambini, l’Indonesia.

Salutando la Rafflesia lasciamo Lundu per raggiungere il confine Biawak – Aruk dopo soli 25km. C’é un ristorante subito prima del confine dove mangiamo preoccupati di non trovare niente dall’altra parte. Tutti ci hanno spaventato riguardo questa strada, dicendoci che é terribile e che non c’é nulla di lunga per almeno 100 Km, naturalmente queste persone non sono mai state qui e parlano solo per sentito dire.

Naturalmente qui non vedono molti stranieri attraversare il confine e quindi dobbiamo farci immortalare con tutti, i poliziotti malesi prima e quelli indonesiani poi. Per il resto l’attraversamento del confine é semplice e rapido (anche se uno dei nostri timbri era sbagliato, ce ne siamo accorti tempo dopo, controllate sempre il timbro prima di lasciare il confine!). 

Appena mettiamo piede sulla famigerata strada Indonesiana ci rendiamo conto che il panico per la “very bad road” era abbastanza infondato, almeno per il momento. La strada é asfaltata qui e ci sono molti piccoli ristoranti. Ci fermiamo a bere un buon caffé nell’attesa che passi il solito acquazzone.

case Ovest Kalimantan

bambini in un remoto villaggio in Ovest Kalimantan

lo sterrato

dal confine di Aruk a una chiesa di un ignoto villaggio – 33km

E poi inizia lo sterrato, é pianeggiante e facile da pedalare, attraversiamo villaggetti molto carini.
Notiamo subito che gli indonesiani sono molto diversi dai malesi.
​I malesi non sono molto stupiti di vederci mentre qui tutti ci salutano dicendo “hello Miss” o “hello Mister”, non importa indirizzato a chi.

Ci fermano per farsi foto con noi. Qui quasi nessuno parla inglese quindi dovremo imparare qualche parola di indonesiano, che é quasi uguale al malese.
Anche la natura appare subito diversa, é selvaggia e più rigogliosa, almeno in questa zona.

20 Km dopo il confine inizia una salita, l’asfalto non c’é più e come nei più grandi classici inizia il nubifragio nella parte più ripida che diventa subito fangosa e scivolosa. Dei tizi dietro di me in motorino cadono, non si fanno male e vengono a chiederci dove stiamo andando. Diciamo che non lo sappiamo e che troveremo un posto tenda al riparo da qualche parte. Sono ormai le cinque del pomeriggio. Uno di loro é un prete e ci dice che conosce un altro prete a 10 chilometri da qui che ci può ospitare. Loro vanno avanti in motorino per avvisarlo del nostro arrivo.

cicloturismo in Ovest Kalimantan

bagnati dopo la salita, sudore e pioggia

Percorsi i dieci chilometri arriviamo in un villaggetto di 5 o sei case, un uomo che non sembra affatto un prete esce da bar e ci chiama sbracciandosi! E’ il prete. Ci accompagna in una casa dove ci sono varie stanzette che ospitano ragazzi dai 12 ai 16 anni, probabilmente senza famiglia. Ci accompagna in una stanzetta e dice che possiamo dormire lì (vedere sulla mappa) Non parla una parola di inglese, é buffo e urla tantissimo!

Ci facciamo una doccia con secchiate d’acqua e andiamo al bar dove lo abbiamo incontrato prima ma non c’é più. Al mattino invece lo incontriamo, facciamo colazione al bar gestito da sua sorella, foto di rito insieme e ripartiamo verso Sambas.

villaggi sul fiume

Sconosciuto villaggio di Sambas – 50km

Tutta la notte ha piovuto e la strada é diventata un fiume di fango, in particolare dove tanno facendo lavori i camion con il loro peso affondano nel fango creando dei veri e propri fiumi.

strade fango Indonesia Borneo

dopo le pioggia le strade possono diventare impraticabili

Quando finalmente comincia di nuovo l’asfalto, presi da un istinto masochista, lo abbandoniamo per fare una strada alternativa. All’inizio é piena di buche poi migliora e arriva in una stradina stretta, dove possono passare solo biciclette e motorini, e attraversiamo villaggi bellissimi lungo il fiume.

Le case sono sospese sulla palude, sono coloratissime, in legno e una diversa dal’altra. Se incontriamo qualcuno proveniente dall’altra parte ci dobbiamo fermare.

Arriviamo finalmente a Sambas dove troviamo un alberghetto a 125.000 rupiah, 8 euro. Stanza gigante e molto pulita che da’ sul grande fiume e, non meno importante, accanto ad un’autolavaggio. Attività molto redditizia qui perché chiunque arrivi dalla strada che abbiamo percorso noi deve fare lavare la macchina e il motorino.
Portiamo le bici ricoperte di fango e ce le lavano accuratamente, chiediamo quanto costa ma non vogliono niente.

Cicloturismo Sambas

il villaggio fluviale poco prima di Sambas era veramente meraviglioso, questo lungo e stretto percorso di cemento merita di essere seguito.

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le nostre avventure in Borneo

pt1: da Kota Kinabalu a Tenom, sulle Crocker mountain
pt2: Un treno nella giungla, da Tenom a Beaufort
pt3: attraversando il Brunei in bicicletta
pt4: attorno a Miri, Parchi Nazionali di Lambir Hills e Logan Bunut e la spiaggia di Tusan 
pt5: le grotte del Parco Nazionale di Niah
pt6: da Belaga a Kuching in barca
pt7: Kuching e Parco Nazionale di Bako 
pt8: Rafflesia al Gunung Gading National Park
pt9: Attraversamento via terra dal Sarawak al Kalimantan, il confine segreto di Aruk (voi siete qui)
pt10: Sambas, una Venezia in legno nel Borneo Indonesiano

reportages

Chap Go Meh a Singkawang:
trafiggersi per compiacere gli Dei

Devastazione idroelettrica in Borneo
parte 1: Intervista con SaveRivers
parte 2: visita a Sungai Asap 

qui invece qualche consiglio per viaggiare on a budget in Borneo (in bicicletta e non)

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adventure travel borneo

video

space lapse da Aruk a Sambas – una foto ogni 200m

mappa del percorso con profilo altimetrico

Mappa della strada da Lundu a Singkawang attraverso Sambas e Aruk

mappa fotografica della strada

cicloturismo in Ovest Kalimantan, una foto ogni 250 metri

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