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cantina tradizionale georgia

Una cantina Georgiana- immagine da Tamada

Il vino georgiano è stato recentemente riscoperto come uno dei migliori vini al mondo, ma non molti sanno che si presume sia anche il più antico.

Prima di esplorare in prima persona la regione e di incontrare i vignaioli, abbiamo fatto delle ricerche sul vino e sulla Georgia.

Se invece volete leggere il nostro diario di viaggio georgiano lo trovate qui.

Le origini del vino

Vino deriva dal latino vīnum. Il vino è stato prodotto per la prima volta, forse casualmente, tra 9 e 10.000 anni fa nella zona del Caucaso. Sembra infatti che il primo vino sia stato prodotto del tutto accidentalmente per la fermentazione di uva dimenticata in un recipiente.

Tra le più antiche citazioni delle coltivazioni vinicole nel Caucaso c’è quella di Apollonio Rodio (295 a. C. – 215 a. C), gli argonauti trovarono una fontana di vino nel palazzo di Aieti nella Colchide e si riposarono all’ombra di viti. La Colchide è l’attuale Georgia occidentale, il più antico luogo di coltivazione del vino. Anche Omero nell’Odissea raccontava dei vini profumati e frizzanti della Colchide.

David Magradze, esperto dell’Istituto di orticultura, viticultura ed enologia di Tbilisi, ha spiegato alla rivista Osservatorio Balcani e Caucaso che:

“ secondo gli studi archeobotanici, l’addomesticazione della vite iniziò nel Caucaso meridionale tra il VI ed il IV millennio a.C., nello stesso periodo in cui sarebbe iniziata in Mesopotamia. È in questa epoca che ha inizio lo sviluppo nella parte centrale della regione transcaucasica della cultura di Shulaveri-Shomu, la più antica cultura del Neolitico ad avere luogo nel Caucaso. E già a questo periodo risalgono alcuni semi di vite ritrovati in Georgia”.

In questa regione è stata scoperta la più antica cantina del mondo, risalente a circa 6.000 anni fa.


Alcune varietà di uva Georgiane

Questa piccola area geografica contiene decine e decine di vitigni autoctoni la cui storia si perde nella notte dei tempi. Dalle varietà saperavi, vanis chkhaveri, otskhanuri sapere e dzelshavi si ricava ottimo vino rosso, mentre il vino bianco si ottiene dalle uve rkatsiteli, tsiska, tsolikouri, krakhuna, mtsvane kakhuri e mtsvane khikhvi.

Tecniche di vinificazione tradizionali in Georgia: Kakhetiano e Imeretiano

I metodi tradizionali di produzione del vino sono due: il kakhetiano e l’imeretiano, nomi che derivano dalle due omonime regioni georgiane.

La differenza con i metodi utilizzati in Europa non sta solo nell’utilizzo di vasi interrati in terracotta. Nel metodo kakhetiano per fare i vini bianchi, nei vasi di terracotta viene fatta fermentare tutta la vinaccia insieme al mosto.

Il risultato del metodo khaketiano è un vino giallo, scuro, tannico, con un tasso alcolico di 13-14 gradi, mentre in Europa il tasso alcolico è intorno agli 11-12 gradi.

Vino Georgiano nei Qvevri

I Qvevri (le anfore), sono dei vasi particolari utilizzati per fare il vino. Le fasi di produzione e consumo sono state sviluppate in più di mille anni. Molte famiglie georgiane hanno una loro particolare tradizione. Molti possiedono luoghi precisi dietro le loro case, dove sono seppelliti qvevri di diverse grandezze.  I qvevri sono di varie misure e sono anfore modellate a mano da vasai specializzati.

“Anche nell’antico Egitto ed in Assiria venivano usate questo tipo di anfore ma la differenza è che solo metà era posta sottoterra. Il fatto che le anfore siano completamente sottoterra”, continua l’enologo georgiano, “permette di mantenere il vino ad una temperatura costante di circa 13-14 gradi. Quindi la vinificazione si fa senza cambiamenti di temperatura. La tecnologia moderna sostituisce questo metodo per così dire ‘naturale’ con vasche di acciaio sulle quali può essere regolata la temperatura”.

Il metodo imeretiano consiste nel mettere solo il 5-10% dei raspi, semi e vinaccia. Il vino, quindi, risulta un po’ colorato, acido, e con un tasso alcolico di 11-12 gradi. La particolarità di questi metodi di vinificazione, oltre al fatto che la fermentazione viene fatta in presenza dei raspi, é che la macerazione può arrivare fino a sei mesi.

I vini georgiani prodotti secondo i metodi tradizionali, quindi, sono tutti diversi in quanto racchiudono le caratteristiche del luogo dove sono prodotti. Secondo la tradizione alla nascita di un figlio viene riempito di vino un qvevri che verrà poi aperto solo il giorno del suo matrimonio.


qvevri sottoterra

Qvevri sottoterra

Marani, cantine di vino tradizionale Georgiano

Ognuno dei due diversi metodi di vinificazione in uso in Georgia ha un proprio tipo di cantina (Marani in georgiano). “Nella regione di Kakheti”, dice Magradze, “la cantina di solito è fatta di pietra, e vi sono conservati i qvevri. Nella regione di Imereti, invece, il basamento è in legno, e i grandi vasi di terracotta sono posti sottoterra, ma all’aperto e non in cantina.

Come l’embargo può salvare una tradizione: il bando Russo dei prodotti Georgiani

Le grandi cooperative vitivinicole, nate ai tempi dell’Unione Sovietica, quando la Georgia era il serbatoio vinicolo delle repubbliche russe, e sopravvissute al crollo dell’Unione, ricorrono a tecnologie moderne, privilegiando vitigni più produttivi e praticando un’agricoltura convenzionale.

Oltretutto, i grandi vasi di terracotta sono prodotti da artigiani locali seguendo pratiche che risalgono agli albori delle vitivinicoltura e il loro numero si sta riducendo rapidamente, poiché non si trovano giovani disposti ad affrontare il duro apprendistato e ad accettare una remunerazione poco soddisfacente.

L’embargo all’importazione di vino georgiano in Russia introdotto nel 2006 ha portato a profondi cambiamenti nel mercato vitivinicolo del Paese. La maggiore attenzione alla qualità e il mantenimento di metodi tradizionali ha portato i primi riconoscimenti internazionali e alla fondazione di un presidio di Slow Food per il vino in anfora georgiano

Oggi l’Ucraina è il principale importatore di vino georgiano, seguita da Kazakistan e Bielorussia. Altri Stati che acquistano vino dalla Georgia sono Stati Uniti, Cina, Paesi baltici ed Azerbaijan.

L’embargo ha prodotto cambiamenti sia positivi sia negativi al mercato del vino georgiano. In seguito all’embargo, i produttori hanno dovuto necessariamente aumentare la qualità dei vini per poter vendere il proprio prodotto su altri mercati.

Della stessa opinione Renato Loss, enologo trentino da tempo in Georgia, secondo il quale “prima si produceva qualsiasi tipo di vino. Dopo l’embargo i produttori georgiani, dovendosi confrontare con il mercato mondiale, hanno dovuto iniziare a pensare alla qualità”.

Wineyards Georgia

Wineyards of Georgia

Slow food presidium and the rebirth of Georgian traditional wines

Slow Food con il suo presidio avviato nel 2008 ha incontrato i produttori di differenti aree geografiche.

Sono state identificate due aree. La prima, Khakheti, è la più tradizionale e dispone delle strutture migliori. La seconda, Imereti, si trova più a est ed è completamente differente. Qui il vino è prodotto essenzialmente per il consumo familiare e le strutture sono ridotte: le anfore sono interrate sotto tettoie all’aperto.

Nel 2011, la regione di Kartli, confinante con la regione di Kakheti e famosa per I suoi vini, è entrata a far parte del Presidio. Inoltre, i produttori hanno aderito alla Kvevri Wine, associazione per la promozione e la valorizzazione del vino in anfora georgiano.

buy georgian wine

Lo scopo del Presidio è aiutare i produttori a realizzare un vino imbottigliabile e commercializzabile, dotandoli di strutture elementari di vinificazione e di stoccaggio.

Attraverso la consulenza di un enologo locale e grazie alla formazione i produttori hanno migliorato la qualità del vino e hanno imparato a usare tecniche sostenibili. Oggi i produttori del Presidio stanno ampliando le proprie aziende, recuperando vigneti abbandonati in precedenza. Inoltre, per aumentare la sostenibilità del progetto, è stata avviata la produzione della chacha, un distillate locale ottenuto dalle bucce di uva di varietà diverse.

georgia vino organico

le bottiglie vengono etichettate a mano

Come procede la trattativa sull’embargo?

ll 4 febbraio 2013 ha avuto luogo a Mosca l’incontro tra il capo della Rospotrebnadzor (l’Agenzia russa per la tutela dei diritti dei consumatori) Gennadij Onishenko e la delegazione georgiana riguardo al ripristino delle forniture destinate al mercato russo di vino e acqua georgiani.

Tuttavia, come ha fatto notare il presidente della Rospotrebnadzor Onishenko, la Russia manterrà l’embargo sulle forniture di materiale vinicolo (mosto, vino semipronto), ponendo così la Georgia, secondo gli esperti, in una situazione di svantaggio rispetto ai Paesi dell’Europa occidentale e dell’America Latina che esportano in Russia il materiale vinicolo e in tal modo riducono notevolmente il costo della produzione.

dove comprare vino organico Georgiano

Se volete provare del buon vino organico Georgiano (senza solfiti) lo potete trovare qui:

Organic Wine Club*

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I giorni trascorsi con Nika e la sua famiglia sono stati assolutamente fantastici

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