Un bell’itinerario per esplorare la Sardegna in due settimane

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Last Updated on 21 February 2026 by Cycloscope

sardegna itinerario 2 settimane
Monte Pulchiana, Gallura

Le spiagge più belle della Sardegna e qualche perla nell’interno dell’isola. Cosa vedere e fare in una delle isole più belle del Mediterraneo.

La Sardegna è un’isola incredibile, che negli ultimi anni ha conosciuto un crescente boom turistico e non senza motivo. L’acqua cristallina è ineguagliabile: ovunque in Sardegna è perfetta, anche nei pressi delle città!

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Gli interni sono selvaggi, robusti e poetici; il cibo è delizioso; le spiagge sono belle e pulite. Inoltre, la Sardegna ha una storia millenaria, con la sua cultura nuragica, unica e misteriosa, risalente all’età del bronzo.

La Sardegna è famosa per il turismo VIP; la Costa Smeralda, nel Nord-Est, ospita ogni estate i super ricchi, che percorrono la costa della Gallura a bordo dei loro favolosi yacht. Quello che vi possiamo dire è: evitate questa parte, prezzi alle stelle e niente di autentico. La vera Sardegna è altrove, letteralmente ovunque ma non qui.

Abbiamo scritto questo post basato sul nostro itinerario di due (quasi) settimane in Sardegna, sperando di darvi qualche idea per il vostro prossimo viaggio.

Alla fine di questo articolo, troverete la mappa del nostro itinerario in Sardegna.


Come arrivare in Sardegna


La Sardegna ha due aeroporti principali, Cagliari e Olbia, che ospitano anche i due porti principali. Il terzo porto principale è Porto Torres, nel Nord-Ovest. Porto Torres collega la Sardegna a Barcellona e Marsiglia, mentre Cagliari e Olbia collegano l’isola al “Continente”.

Se state viaggiando in macchina conviene portarla con voi sulla nave, i prezzi per noleggiarle una in Sardegna sono alti, specialmente nel mese di Agosto.


Quando andare in Sardegna


sardegna itinerario 2 settimane

A fine luglio e nelle prime tre settimane di agosto è altissima stagione, assolutamente da evitare se possibile. I prezzi triplicano, gli hotel sono pieni, le spiagge sono affollate e di solito fa caldissimo.

I periodi migliori per andare in Sardegna sono giugno o settembre, quando la temperatura è di solito abbastanza calda per godersi il mare ma più fresca, soprattutto in serata.

Detto questo, siamo andati durante la settimana di Ferragosto e siamo comunque riusciti a goderci l’isola, evitando alcune zone più turistiche. La Sardegna è bella ovunque.


Sardegna, come muoversi sull’isola


I trasporti pubblici in Sardegna sono scarsi, ma presenti: dove non arrivano i treni, ci sono sempre gli autobus. Per un itinerario più preciso, comunque, avere il proprio mezzo di trasporto è praticamente indispensabile.

Che si tratti di una macchina, un camper, una moto, o meglio ancora, una bicicletta. Il traffico ridotto e le strade panoramiche rendono quest’isola una destinazione ideale per il cicloturismo.

Nonostante viaggiamo sempre in bicicletta, questo viaggio è stato fatto in auto a noleggio, avendo poco tempo a disposizione per vedere tutto quello che volevamo.


Cosa mangiare


Il cibo sardo è eccezionale e meriterebbe un articolo a parte (che non scriveremo). Il prezzo di un primo è intorno ai 10/12 € nei ristoranti medi, mentre i secondi vanno dai 15 ai 20€.

Le porzioni sono sempre superabbondanti, quindi considerate di dividere un piatto, soprattutto a pranzo (se volete essere ancora in grado di nuotare dopo 4 ore di digestione).

Da provare assolutamente: porceddu, culurgiones, fregola e qualunque altra cosa troviate. Per un pranzo più leggero ed economico fatevi fare un panino con il pecorino locale al supermercato, buonissimo.


Dove Dormire in Sardegna


Airbnb é diventato molto popolare in Sardegna, potrete trovare diverse soluzioni a prezzi molto competitivi ma anche alcune fregature, quindi informativi bene, soprattutto sulla posizione e leggete le receensioni.

Per gli hotel vecchio stile vale la pena provare personalmente, visto che oggi la gente preferisce i B&B; questi posti hanno spesso stanze libere.

I campeggi hanno prezzi folli durante l’alta stagione, spesso più alti di una stanza economica (30€ a persona o più per un posto tenda).


Campeggio libero in Sardegna


sardegna itinerario 2 settimane
Campeggio libero in Sardegna

Si può campeggiare liberamente in Sardegna? Beh, la risposta breve è: no. Montare la tenda è vietato su tutte le spiagge e in molte parti dell’interno (parchi nazionali).

È comunque consentito (per quanto sappiamo) nelle aree non protette per un massimo di una notte, ma, per sicurezza, è sempre meglio non farsi notare.

Non è così facile come sembra: anche se la Sardegna è poco popolata (69/km²), quasi dappertutto ci sono recinzioni, anche nei terreni apparentemente deserti, il che rende difficile trovare un buon posto per la tenda.

Ad ogni modo ci siamo riusciti, campeggiando a volte sulla spiaggia e a volte all’interno, seguendo basiche regole del campeggio libero:

Come campeggiare liberamente senza essere multati:

  • Montare la tenda dopo il tramonto e smontarla presto
  • Non lasciare tracce, niente fuochi
  • Non farvi notare troppo con torce e rumori, state al buio e godetevi le stelle
  • Chiedete ai locali e campeggiate dove lo fanno loro (i sardi campeggiano sulle spiagge, loro sanno dove è tollerato)
  • State lontani da città, bar o spiagge famose

qualche altro consiglio:

  • La Guardia Costiera passa a controllare le spiagge circa un’ora dopo il tramonto, cercate di essere invisibili
  • Attenzione ai furti, tenete gli oggetti importanti nella tenda con voi
  • Campeggiate nelle proprietà private solo dopo aver chiesto il permesso al proprietario della terra
  • Se avete soldi per pagare un posto per dormire, fatelo
  • Non fatelo nella Costa Smeralda, le regole sono molto più rigide

Il nostro itinerario di 14 giorni in Sardegna


sardegna itinerario 2 settimane
Nuraghe of La Prisgiona

Il nostro itinerario in Sardegna è stato fatto in macchina, circa 1.000 km in 14 giorni, molto rilassato, ma senza mai dormire più di una notte nello stesso posto (con l’eccezione di Desulo).

Considerata la nostra passione per i luoghi non turistici, la nostra cronica mancanza di fondi e il fatto che siamo in piena alta stagione, abbiamo praticamente saltato la Costa Smeralda.


Il nostro itinerario di 2 settimane in Sardegna nel dettaglio



Giorno 1 – Arrivo a Cagliari


Io ed Elena siamo arrivati a Cagliari separatamente: io ho volato da Catania con Ryanair a 80 €, e lei ha preso il traghetto da Palermo al costo di 50 € (12 ore), 39 € se siete residenti o nati in una delle due isole. Non ci siamo fermati a Cagliari; abbiamo dormito da Fabio, conosciuto su Couchsurfing, vicino a Quartu Sant’Elena.


Giorno 2 – Desulo, Barbagia, Gennargentu

Mentre Elena e io siamo arrivati a Cagliari, i nostri amici (quelli con la macchina) sono arrivati ad Olbia da Livorno, quindi abbiamo deciso di incontrarci da qualche parte nel mezzo. Così siamo andati a Desulo, dove abbiamo un caro amico che è venuto a prenderci fino a Quartu (tipica ospitalità sarda).

Percorrendo la SS197, vicino alla città di Barumini, troverete il sito nuragico di Su Nuraxi (ingresso 11 €), uno dei più grandi e meglio conservati in Sardegna; merita assolutamente una sosta.

Superato il paesino di Laconi, il paesaggio inizia a farsi interessante: siamo nella Barbagia, una regione montuosa. La strada sale tra i boschi, attraversando i bei paesini di Aritzo e Belvì, fino a raggiungere Desulo a 900 m s. n. m.

Desulo è un piccolo paese, abitato da circa 2.000 persone, arroccato sul ripido versante di una stretta valle. Siamo stati così fortunati da trovarci lì durante uno dei tanti festival locali estivi, quello di Don Bosco, con cibo gratis per tutti e musica tradizionale. Ovunque in Sardegna ci sono feste, soprattutto in primavera e in estate, ma è nelle zone montuose che troverete quelle più autentiche e meno commerciali.

Passare almeno un paio di giorni nell’interno montuoso è un must per ogni giro della Sardegna che miri alla completezza. Come ci ha detto una ragazza di Desulo: “noi delle montagne e quelli della costa… siamo due nazioni diverse”.

Giorno 3 – Le montagne del Gennargentu

Ci prendiamo una giornata per esplorare i paesaggi sorprendenti attorno a Desulo, andando alla base del sentiero che porta al picco più alto della Sardegna, Punta la Marmora (1.834 msl), ma non abbiamo tentato l’escursione, abbiamo pranzato con i nostri ospiti, un’incredibile quantità di cibo, finito alle 16…. La sera ci dirigiamo verso la costa di Oristano, passando per la bella città di Sorgono.



Giorno 4 – Cabras, Tharros, e la penisola del Sinis


La penisola di Sinis è semplicemente incredibile: probabilmente le migliori spiagge che abbiamo visto in tutto il viaggio, ed è una dura competizione.

Cabras è la città natale della bottarga (uova di muggine). Ci siamo fermati qui per assaggiarla. Vi possiamo raccomandare il ristorante Attilio. A est della città c’è un grande stagno dove si possono vedere i fenicotteri rosa.

San Giovanni di Sinis è il capo a sud con bellissime spiagge di sabbia dorata e acqua cristallina, una torre di guardia spagnola (letteralmente dappertutto lungo le coste della Sardegna) e l’insediamento ancestrale di Tharros. Tharros era prima un villaggio nuragico, poi fu utilizzato dai fenici ed infine dai romani.

Da qui si deve assolutamente prendere la strada sterrata lungo il mare; troverete spiagge di quarzo mozzafiato (spiaggia Is Arutas)… sì, spiagge di piccoli ciottoli di quarzo, somiglianti a grani di riso. L’acqua è blu, profonda e fredda. Abbiamo visto alcuni locali campeggiare qui e abbiamo fatto lo stesso. Bellissima notte stellata.


Giorno 5 – Putzu Idu, S’Archittu e Santu Lussurgiu



Putzu Idu è un piccolo villaggio turistico sulla punta più settentrionale della penisola; la spiaggia è di quarzo, come anche quelle meridionali, sebbene quelle meridionali siano più selvagge e meno affollate.

La spiaggia di Sa Mesa Longa è stata sinceramente deludente, almeno rispetto agli standard sardi, mentre le scogliere di Su Pallosu, appena intorno al promontorio, non sono assolutamente da perdere. Belle formazioni rocciose, acqua trasparente e interessante per lo snorkeling.

S’Archittu ha una piccola spiaggia e un’interessante scogliera; potrebbe valere la pena noleggiare un kayak per esplorare i dintorni. In serata ci dirigiamo all’interno, passando per Santu Lussurgiu dove abbiamo avuto la peggiore esperienza di Airbnb di sempre, per questo come dicevamo prima fate le vostre ricerche e leggete le recensioni.

Comunque, la zona é molto affascinante, con strette valli e paesaggi epici, vale la pena passare una giornata qui e fare una passeggiate nei dintorni, le opzioni per dormire non sono tantissime ma di qualità.

Giorno 6 – Bosa ed Alghero

Andando verso nord da Bosa, seguiamo la strada costiera SP49, una strada incredibilmente scenica. La piccola spiaggia di Compolitu è da non perdere; una breve discesa a piedi conduce a questo luogo perfetto, immerso tra le scogliere di granito scolpite dalle forze della natura.

La strada è fantastica fino ad Alghero, città storica con un bellissimo centro e molte opzioni per alloggio, cibo e souvenir. Un posto molto turistico, ma che merita di essere visitato. A nord-est c’è il Parco Nazionale di Porto Conte, molto scenico. Il viaggio in barca alla Grotta di Nettuno potrebbe essere interessante, ma le barche erano sovraffollate quando ci siamo trovati in zona.


Giorno 7 – Sassari



Sassari è la seconda città più grande della Sardegna (popolazione urbana: 127.000) e, per il suo patrimonio architettonico, è interessante per il mix di barocco, neoclassico, medioevale, gotico e romanico. Ha anche una vivace vita notturna e una popolazione giovane.

Abbiamo trovato un posto dove dormire tramite Airbnb; il simpatico proprietario ci ha portato a fare una passeggiata turistica e a bere qualcosa.

Il vicino sito archeologico di Monte d’Accoddi, sulla strada per Porto Torres, è un monumento preistorico unico con una costruzione piramidale a gradoni.

Giorno 8 – San Pietro a Mare, Palau e Monte Pulchiana

La costa di Castelsardo ha lunghe spiagge di sabbia, tra cui è notevole quella di San Pietro a Mare: incredibili dune di sabbia (uniche in Italia), un lungo stagno dietro la spiaggia e sabbia dorata. Arrivando a Badesi, consigliamo assolutamente di dirigervi verso gli interni, dove si trova un luogo davvero sconosciuto: l’area di Monte Pulchiana.

Monte Pulchiana è praticamente sconosciuto anche tra i sardi, ma è il luogo che più ci ha colpito. Enormi monoliti di granito, circondati da un paesaggio che ci ha ricordato la Cappadocia. Lasciamo alle foto la descrizione del luogo. Si trova tra Aggius e Luogosanto. In quest’area ci sono anche molti alberi di sughero. Siamo ora nella Gallura.

La località turistica di Palau è già parte della famosa Costa Smeralda, non blasonata come Porto Cervo ma già troppo “fighetta” per noi; l’abbiamo visitata solo per incontrare un amico che lavorava qui. Il nostro amico è un artista che lavora il legno e quest’anno è stato derubato di tutte le sue opere. Potete dare un’occhiata a chi è e a come aiutare sulla sua pagina facebook.

Se passate in questa zona, prendete la strada per Capo d’Orso per una splendida vista sull’Arcipelago della Maddalena .


Giorno 9 – Arzachena, Supramonte (Parco Nazionale del Golfo di Orosei), Urzulei



Un’altra bellissima giornata. Ad Arzachena abbiamo visitato alcuni siti archeologici da non perdere: il Nuraghe La Prisgiona, un villaggio nuragico composto da circa 100 abitazioni, con una torre centrale perfettamente conservata; a un chilometro di distanza, la Tomba dei Giganti di Su Coddu Vecchiu, un sito megalitico ancestrale.

Poi abbiamo ripreso la strada, a 190 km da Santa Maria Navarrese. Di fronte a noi una scelta difficile:

  • Opzione 1: seguire l’Autostrada fino a Nuoro e poi proseguire verso sud per visitare Orgosolo, famoso per i suoi murales.
  • Opzione 2: uscire dall’autostrada a Drogali/Cala Gonone, tagliando attraverso l’area montuosa di Supramonte, seguendo la strada SS125.

Scegliamo l’opzione 2 e non ce ne pentiamo. La SS125 è una delle strade più sceniche che abbiamo mai percorso.A picco su una falda di oltre cento metri di profondità, un fiume che scorre nella valle sottostante, rocce di granito aliene, superba.

Abbiamo cercato di vedere il Palio nel piccolo villaggio di Urzulei, ma l’inizio delle gare era parecchio in ritardo e avevamo fame, quindi abbiamo cercato un ristorante e abbiamo finalmente mangiato il vero “porceddu” (maialino arrosto) in un ristorante a gestione familiare (Sant’Anghilu), economico, ospitale e con una bella vista panoramica. Abbiamo poi campeggiato sulla spiaggia a sud di Santa Maria Navarrese.


Giorno 10 – Santa Maria Navarrese, Arbatax, Capo Ferrato



Se vi piacciono le lunghe e larghe spiagge di sabbia, la costa ovest della Sardegna fa al caso vostro. Santa Maria Navarrese, Arbatax, Bari Sardo e, ancora più a sud, si estende una lunga spiaggia con pineta, perfetta per campeggiare. Se non siete tipi da campeggio selvaggio, ci sono anche diversi campeggi attrezzati nella zona, più economici rispetto al Nord.

Dopo una mattinata di relax, visitiamo rapidamente l’altopiano di Golgo, raggiungibile da Baunei. Questo posto avrebbe meritato un’esplorazione più approfondita; ci sono molti percorsi a piedi che portano a incantevoli spiagge. Sfortunatamente, abbiamo visitato solo la spiaggia di Petra Longa, di scogli, ma meravigliosa.

In serata, ci dirigiamo verso sud fermandoci a Capo Ferrato.Una piccola baia, i resti di un vecchio vulcano, e ancora pineta dove i locali campeggiano liberamente, e così facciamo anche noi.


Giorno 11 – Villasimius, Capitana



La zona di Villasimius è un gioiello: spiagge di sabbia bianca perfetta, acqua tropicale, scogliere. Tutte le spiagge della zona meritano una visita, ma Punta Molentis è assolutamente obbligatoria.

Ai lati rocciosi, modellata da Madre Natura, collegata alla terra da una stretta striscia di sabbia bianca, mare da entrambi i lati e dune, grandi dune, dune di sabbia bianca e morbida, non ho mai visto qualcosa di simile prima.

Durante l’alta stagione c’è una tariffa obbligatoria di 5 € per il parcheggio, valida per tutto il giorno; conservate il biglietto, utilizzabile anche per i parcheggi delle altre spiagge della zona.

Porto Giunco è anch’essa mozzafiato, preceduta da uno stagno che ospita fenicotteri rosa tutto l’anno. Acqua incredibile e sabbia bianca che sembra talco.

Dopo una bella giornata in spiaggia, siamo andati verso Cagliari, a ovest, per trovare un posto dove campeggiare. Non solo ci siamo riusciti, ma abbiamo trovato anche un posto incredibilmente suggestivo. Pochi chilometri prima di Capitana, c’è un posto chiamato Is Mortorius.

Qui si trovano le rovine di un vecchio villaggio di pescatori, già suggestive di per sé, ma, esplorando, qualcosa di più bizzarro salta fuori: è l’ex batteria militare “Carlo Faldi”, un avamposto antinave, perfettamente camuffato nel paesaggio.

Due torri di osservazione sono costituite da nuraghe preesistenti, ed una serie di gallerie sotterranee che collegano postazioni di fuoco nascoste. Un luogo molto interessante da visitare.


Giorno 12 – Cagliari



Cagliari è la capitale della Sardegna, una piccola città di 157.000 abitanti. Cagliari è ricca di storia e di perle architettoniche. Salite al castello ed esplorate questa bella città.

La spiaggia più famosa di Cagliari è a Quartu Sant’Elena, anche qui tantissimi fenicotteri rosa.

Giorno 13 – Pula e traghetto da Cagliari a Civitavecchia

Per il nostro ultimo giorno sull’isola, siamo andati a sud-ovest, verso l’unica area che in questo viaggio non abbiamo toccato. Ci fermiamo tra Pula e Chia per vedere la famosa spiaggia di sabbia rosa, stretta e non così rosa, forse dipende dall’orario e dalla luce, ma con l’acqua sorprendente, come al solito.

Il traghetto verso la terraferma è affollato. Abbiamo acquistato un biglietto di passaggio ponte in anticipo, altrimenti saremmo rimasti bloccati in Sardegna.

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