Le più belle piste ciclabili lungo vecchie ferrovie in Italia

Last Updated on 13 December 2025 by Cycloscope

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Le più belle piste ciclabili d’Italia ricavate da vecchie ferrovie abbandonate: itinerari panoramici tra natura e borghi storici, perfetti per cicloturisti di tutti i livelli.

La rete dei percorsi ciclabili in Italia, come nel resto d’Europa, si sta ampliando sempre più.

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Come molti di noi hanno potuto constatare personalmente, non sempre si tratta di veri e propri percorsi dedicati alle sole biciclette, ma di strade, magari poco trafficate (e a volte molto trafficate) che vengono semplicemente denominate “itinerario cicloturistico”.

Proprio qualche settimana fa, pedalando da Matera a Metaponto e seguendo le indicazioni “percorso cicloturistico”, ci siamo trovati sulla statale per almeno 20 chilometri.

Questi percorsi, invece, la maggior parte dei quali abbiamo pedalato personalmente, sono vere e proprie green ways, ovvero percorsi protetti e dedicati alla mobilità lenta, progettati per connettere aree naturali, urbane o rurali senza interferire con il traffico motorizzato.

Per quanto siano molto più sviluppati al nord, anche al sud ci sono bellissimi percorsi ciclabili lungo ferrovie abbandonate, ancora poco conosciuti e per questo autentici.


Green ways in Italia


  1. Ciclovia Fiuggi-Paliano (Lazio)
  2. Ciclovia Alpe Adria (Friuli)
  3. Ciclovia Spoleto–Norcia – Umbria
  4. Ciclovia delle Dolomiti – Veneto & Alto Adige
  5. Ciclovia Valle dell’Anapo (Sicily)
  6. La Ciclovia del Pollino (Basilicata – Calabria)

Alpe Adria (Friuli Venezia Giulia)


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La Ciclovia Alpe Adria fa parte del percorso ciclabile che porta da Salisburgo, in Austria, a Grado, in Friuli.

Il percorso della ciclabile italiana parte dal confine austriaco, è lungo 175 chilometri, e vi porterà dalle Alpi Carniche alle Alpi Giulie per poi terminare sul Mar Adriatico, un viaggio che ti stupirà con i suoi paesaggi epici. 

L’intero percorso non lascia mai la regione del Friuli Venezia Giulia.

Mentre la sezione austriaca del percorso è molto impegnativa, portandoti sul Little Ankogel a 2.400 msl, la parte italiana della pista ciclabile è per la maggior parte abbastanza facile, costituendo una bella vacanza in bicicletta anche per le famiglie, mentre i ciclisti più allenati possono pedalarla anche come una gita di un giorno.

La pista ciclabile dell’Alpe Adria è completamente asfaltata e per la maggior parte del percorso è dedicata solo alle biciclette. La ciclovia, infatti, è ricavata sulla vecchia linea ferroviaria risalente alla fine dell’Ottocento che collegava Vienna a Venezia.

Potete scaricare la traccia gpx dell’intero percorso a questo link: Alpe Adria Cycle Route

Potete leggere tutti i dettagli della parte italiana della ciclovia Alpe Adria nel nostro articolo dedicato a questo bellissimo percorso.


Paliano-Fiuggi (Lazio)


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Siamo partiti, in realtà, dalla cittadina di Colleferro, vicino a Roma. Se vi trovate nella capitale, potete prendere un treno con le biciclette gratuitamente per uscire dal traffico cittadino. Da Colleferro abbiamo imboccato la Palianese in direzione della pista ciclabile che collega Paliano a Fiuggi.

Questa ciclabile, pur non molto conosciuta, è una delle più suggestive del Lazio anche perché nasce sul tracciato della storica ferrovia Roma–Fiuggi–Alatri–Frosinone, una linea a scartamento ridotto inaugurata nei primi del ’900.

Oggi i binari non ci sono più: al loro posto corre una greenway, immersa nella natura, larga, regolare e con pendenze dolci, proprio grazie alla sua origine ferroviaria.

Il percorso non attraversa centri abitati, rendendolo perfetto per chi ama pedalare in silenzio, tra campi, boschetti e scorci sulla Valle del Sacco. L’intero tracciato è disponibile su Komoot.

Abbiamo pedalato questa ciclabile durante il nostro viaggio che ci ha portato dal Tirreno all’Adriatico, e poi verso i Balcani. Qui potete scaricare la traccia GPX del percorso ciclabile.


Ciclovia Spoleto–Norcia (Umbria)


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La Ciclovia Spoleto–Norcia è un itinerario che affonda le sue radici nella storia di una ferrovia leggendaria. Inaugurata nel 1926 e chiusa negli anni ’60, la linea Spoleto–Norcia era considerata un capolavoro di ingegneria.

Pendenze contenute, curve ampie, viadotti arditi e gallerie elicoidali che permettevano ai convogli di arrampicarsi sugli Appennini senza mai superare il 4,5% di pendenza.

Oggi quel tracciato, riconquistato dalla natura e restituito ai viaggiatori lenti, è diventato una delle ciclovie più emozionanti d’Europa.

L’itinerario inizia alle porte di Spoleto, i primi chilometri scorrono tra boschi fitti, fossi e piccoli ponti, mentre la salita — sempre regolare e mai eccessiva — accompagna i ciclisti verso la montagna.

Da qui una serie di gallerie, la più celebre, la galleria elicoidale di Caprareccia, permette al tracciato di guadagnare quota con una spirale perfetta, dando la sensazione di essere dentro il cuore della montagna.

Superato il tratto più impegnativo, si raggiunge Sant’Anatolia di Narco e il suo territorio costellato di abbazie romaniche, dove l’ex tracciato ferroviario scorre ora in fondovalle, affiancando il fiume Nera.

Da qui, la ciclovia prosegue con un andamento più dolce, tra ponti in pietra, ex stazioni trasformate in punti di ristoro e scenari che alternano boschi, gole e ripiani erbosi. A ogni curva emergono scorci che parlano della ferrovia, dalle spallette dei viadotti ai portali delle gallerie ancora intatti.

L’arrivo verso Norcia è un passaggio graduale in una valle che si apre, dopo tanti tratti incassati nella montagna, rivelando un paesaggio più ampio e luminoso; la ciclovia termina poco fuori dal centro storico. Qui potete scaricare la traccia GPX.


Ciclovia delle Dolomiti Cortina – Dobbiaco (Veneto & Alto Adige)


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La Ciclovia delle Dolomiti, che collega Cortina d’Ampezzo a Dobbiaco, è un percorso che si sviluppa per circa trenta chilometri lungo quello che un tempo era il tracciato della ferrovia delle Dolomiti, una linea a scartamento ridotto inaugurata negli anni ’20 e chiusa definitivamente negli anni ’60.

L’itinerario parte da Cortina, circondata dalle imponenti Tofane, e si inoltra subito in una natura luminosa e silenziosa.

Le vecchie stazioni oggi riconvertite in bar, punti di sosta o semplici testimonianze architettoniche punteggiano il cammino, mentre il percorso avanza quasi sempre su fondo compatto, adatto a ogni ciclista.

La salita è costante ma mai impegnativa, grazie alle pendenze ferroviarie, e conduce lentamente verso il passo di Cimabanche, il punto più alto dell’itinerario e confine tra Veneto e Alto Adige.

Da qui la strada scende dolcemente verso Dobbiaco, regalando uno dei tratti più spettacolari: boschi di abeti e larici, ponti che superano piccoli torrenti e, soprattutto, la sensazione di viaggiare nel cuore autentico delle Dolomiti.

La vista sulla zona di Landro è uno dei momenti più intensi dell’intero percorso. In questa parte del tracciato si incontra anche il celebre punto panoramico sulle Tre Cime di Lavaredo, visibili in lontananza con la loro silhouette inconfondibile.

La Ciclovia delle Dolomiti è adatta a tutti: famiglie, cicloturisti esperti, viaggiatori lenti. In estate è una via fresca e rilassante che corre tra boschi e praterie alpine; in autunno diventa un corridoio dorato; in inverno si trasforma invece in pista da sci di fondo.

La presenza di numerosi servizi lungo il percorso, insieme alla possibilità di rientrare in autobus o di proseguire lungo la rete ciclabile dell’Alta Pusteria, la rende un’esperienza completa e accessibile. La traccia GPX disponibile su Komoot.


Ciclovia Valle dell’Anapo (Sicilia)


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Pedalare nella Valle dell’Anapo significa entrare gradualmente in un paesaggio sospeso, dove il rumore della città svanisce man mano che ci si allontana da Solarino e si segue la piccola strada che affianca il corso del fiume.

L’ambiente si apre in una campagna silenziosa, interrotta solo da brevi salite che non spezzano il ritmo ma, anzi, accompagnano dolcemente verso l’interno della valle.

L’atmosfera cambia del tutto quando si raggiunge l’ingresso della Riserva naturale dell’Anapo: qui la bicicletta spesso lascia spazio al passo lento, perché il sentiero che si addentra nella gola coincide con il tracciato della vecchia ferrovia Siracusa–Vizzini, oggi completamente abbandonata.

Muoversi lungo questo tratto è come sfogliare una cronaca antica: la linea ferroviaria appare e scompare tra gallerie scavate nella roccia e piccoli ponti che attraversano il canyon, mentre la vegetazione sale lungo le pareti fino quasi a nascondere il fiume.

In questo scenario rupestre, quasi selvaggio, si incontra la straordinaria Necropoli di Pantalica, un complesso di migliaia di tombe preistoriche incastonate nel calcare, segno di una presenza umana che risale a millenni prima della ferrovia.

Attorno a queste cavità si aprono anche chiese rupestri di epoca bizantina, decorate con tracce di affreschi che hanno resistito al tempo e alle intemperie.

La giornata sulla Valle dell’Anapo alterna così la leggerezza della pedalata alla scoperta lenta che solo una passeggiata può offrire.

La natura, protetta e rigogliosa, custodisce sentieri che costeggiano il fiume e panorami che si aprono all’improvviso tra le pareti della gola, mentre la vicina riserva del Torrente Cava Grande amplia ulteriormente le possibilità di esplorazione.

È un territorio dove ogni svolta sembra svelare una storia diversa: quella dei ciclisti che cercano la quiete, degli escursionisti attratti dai giochi di luce sul canyon, e di chi viene qui per respirare l’eredità remota di Pantalica.

Potete leggere tutti i dettagli di questo percorso a questo link.


La Ciclovia del Pollino (Basilicata – Calabria)


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La Ciclovia del Pollino rappresenta uno degli itinerari più affascinanti del Sud Italia per chi ama pedalare immerso nella natura e nella storia.

Il percorso, lungo poco più di cento chilometri e con un dislivello complessivo di circa duemila metri, segue in ampi tratti l’antico sedime della ferrovia Calabro-Lucana Lagonegro–Castrovillari–Spezzano Albanese, un’opera ingegneristica ardita costruita tra gole, vallate e montagne del Pollino.

Pedalare qui significa ripercorrere i passi dei treni che agli inizi del Novecento si arrampicavano tra viadotti e gallerie, come il suggestivo Viadotto dello Studente o la lunga Galleria della Rosa, oggi trasformati in testimonianze silenziose di archeologia industriale.

L’itinerario consigliato qui parte da Civita, un borgo affacciato sulle gole del Raganello, e attraversa il cuore del Parco Nazionale del Pollino dirigendosi verso Castrovillari.

Qui la ciclovia tocca Morano Calabro, uno dei borghi più scenografici della Calabria, per poi iniziare la lunga salita verso il valico di Campotenese, un tratto impegnativo ma ricco di scorci che ripagano la fatica.

Le vecchie gallerie, alcune lunghe e completamente buie, restituiscono un’atmosfera quasi sospesa nel tempo: luci potenti sono indispensabili, ma la sensazione di attraversare questi corridoi scavati nella montagna è parte dell’incanto del percorso.

Superato il valico, la strada scende verso Castelluccio Inferiore, dove il tracciato ferroviario torna evidente e diventa di nuovo una piacevole greenway.

L’ultimo tratto porta fino a Lagonegro, attraverso campagna, piccoli ponti e resti di stazioni abbandonate che punteggiano il cammino.

Le giornate primaverili e autunnali sono le più indicate, grazie alle temperature miti e ai colori che amplificano la bellezza della natura circostante.

Potete scaricare la mappa GPX qui.


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