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Il nostro viaggio in bicicletta in Sud Africa prosegue lasciando la costa per la zona interna, da Hermanus a Caledon, Greyton, Riviersonderend e Swellendam.

Da Hermanus in poi la strada verso ovest continua lontano dal mare, e a quanto ci dicono diverse persone il tratto che da Hermanus va a Stanford è molto stretto e trafficato, ci viene sconsigliato di pedalare lì per via della pericolosità. Decidiamo allora di prendere la strada R320 in direzione di Caledon e di esplorare un po’ gli interni del Sud Africa.

Non ce ne pentiamo nemmeno per un minuto, anche se il caldo torrido nelle desertiche estati sudafricane è davvero un ostacolo, scopriamo presto che l’ombra è una cosa molto rare lungo le strade di questo paese.


Siete interessati a cosa vedere a Città del Capo, qui la nostra guida

E qui trovate il nostro articolo sull’itinerario della costa sudafricana da Cittò del Capo ad Hermanus

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La R320 è una strada panoramica e con pochissime macchine, la prima sezione attraversa una foresta lussureggiante prima dell’inizio della salita, passa attraverso le vaste proprietà delle cantine Des Dieux fino al passo di montagna di Shaw (solo 350 mld ma piuttosto bello). Il passo di Shaw, che prende il nome dall’omonima montagna, è lungo 6 km e va da 185 metri a 282 m offrendo ampie vedute delle valli agricole a sud. Contiene 15 tornanti di cui solo uno supera i 90 gradi. 

Il passo non è molto alto ma offre una bellissima vista sulle circostanti valli del distretto di Overberg, dove, finiti i vigneti, si incontrano protea, fynbos e fiori selvatici. Durante l’estate gli incendi sono piuttosto frequenti ed è veramente triste vedere tutta questa natura andare in fumo davanti ad i propri occhi.

Poi scendiamo a Caledon, una cittadina di circa 13.000 abitanti che non sembra avere molto da offrire a parte il supermercato e qualche guest house nemmeno troppo economica. All’ingresso del paese il consueto slam vi darà il benvenuto, ed a pochi passi un grande stabilimento industriale, probabilmente per la lavorazione dei prodotti agricoli.

Noi comunque abbiamo dormito in una guest house al centro del paese dotata di cucina e che ci ha custodito le biciclette al sicuro. Non lasciate mai le bici fuori durante la notte nelle città, non importa quanto pensiate che sia efficace il vostro lucchetto. Questo qui sotto è l’ostello dove abbiamo dormito noi:

Greyton, tra vigneti e montagne

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Da Caledon c’è una breve sezione dell’autostrada N2 prima di prendere la R406 per Greyton, questa strada è bella ma non spettacolare, fattorie, vigneti e un paesaggio semi-arido.

Greyton è una piccola cittadina turistica, piena di ristoranti, caffè e pensioni, situata ai piedi della Riserva Naturale di Riviersonderend. La sua fondazione ufficiale risale al 1854 ma queste terre erano già abitate dagli Hassequas khoikhoi, una popolazione nomade originaria della zona sud occidentale del Sud Africa.

Il loro villaggio principale si trovava vicino al fiume Gobos, al quale hanno dedicato il nome del loro capo ancestrale. Queste popolazioni possedevano centinaia di capi di bestiame che, sin dalla fine 1600, barattavano con commercianti venuti da Città del Capo. Si trasferirono poi nel Boschmanskloof, all’interno di quella che è oggi la Riviersonderend Nature Reserve, dove costruirono case in mattoni di fango che sono oggi le fondamenta di molte delle case moderne.

Molti degli edifici originali della città di Greyton sono sopravvissuti, così come il sistema originale di irrigazione delle strade e due vecchie chiese, costruite nella seconda metà dell’Ottocento.

Riviersonderend Nature Reserve

I Monti Riviersonderend sono belli e verdi, con molti ruscelli che scendono e formano cascate ma non in estate quando quasi tutto è secco. Alla Riserva si può accedere da Greyton, da Riviersonderend o da Mcgregor e offre molte opportunità di hiking, sia a piedi sia in bicicletta. 

Tra questi c’è il sentiero escursionistico Genadendal che inizia e finisce nella storica cittadina di Genadendal ed è abbastanza impegnativo, ma godrete di una meravigliosa vista panoramica sul Worcester/Robertson Karoo e sull’Overberg. Se volete percorrere tutto il percorso tenete presente che si tratta di 25 chilometri quindi dovrete portare con voi l’occorrente per almeno due giorni nella natura.

La Riviersonderend Nature Reserve è dominata dai fynbos di montagna, erica e protea e i numerosi corsi d’acqua sono fiancheggiati da mandorli selvatici.

R406: 35 chilometri di sterrato collegano Greyton a Riviersonderend

La strada che collega Greyton a Riviersonderend, se non volete pedalare nel traffico e sull’asfalto della N2, è la R406 che comunque è decisamente panoramica. Si tratta di una strada sterrata di 35 km che costeggia la piccola ma splendida catena montuosa.

Passa attraverso i terreni agricoli, ma le numerose colline rendono il paesaggio sempre mutevole e costantemente sorprendente: vigneti, mele, castelli, pecore, fiori e le montagne sempre al tuo fianco.

Riviersonderend è una città quasi inesistente , due ristoranti (ottime torte nella seconda, mentre il primo è troppo caro), una stazione di servizio con fast food e una o due guesthouse sconosciute a Google Map.

Swellendam, la terza città più vecchia del Sud Africa

Purtroppo da qui l’unica strada che porta alla nostra prossima fermata, Swellendam, è la N2, l’autostrada nazionale, che qui è super-noiosa e pesantemente trafficata, soprattutto durante i fine settimana. Swellendam è la terza città più vecchia del Sud Africa, anche se ha più le dimensioni di un grande paese, con i suoi 17.000 abitanti.

Swellendam è stata fondata dagli olandese nel 1652 e vi troverete moltissimi edifici e chiese in stile coloniale olandese del Capo, o Cape Dutch e un museo coloniale per coloro che sono interessati, il museo si trova in un bel parco pubblico dove ogni sabato mattina si tiene un mercatino artigianale.

Ma la cosa più interessante per noi a Swellendam è il progetto MVP del nostro amico Andrew, fategli visita e sostenete la sua lotta per ripristinare la vegetazione endemica del Sud Africa lottando contro le piante aliene portate qui centinaia di anni fa quando non si sapeva nulla dell’impatto ambientale e dei danni che si potevano causare.

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