Avventure in Borneo – parte 5: le grotte del Parco Nazionale di Niah – Sarawak

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Scenery
8.4
Cultural Interest
7.8
Hike Accessibility
9
Costs
9
Excitment
8
8.4

Last Updated on 4 February 2026 by Cycloscope

l'entrata della grande caverna di Niah
L’entrata della grande caverna di Niah

Il Parco Nazionale di Niah (Taman Negara Niah) è una delle perle del Sarawak, in Borneo malese. Giungla, fauna selvaggia, ed una gigantesca grotta preistorica

Il Niah National Park (Taman Negara Niah) è uno dei punti salienti del Sarawak, lo stato meridionale del Borneo malese. Non solo per la giungla, la natura selvaggia e le immense caverne, ma anche per la sua rilevanza storica e culturale, dal medio paleolitico.

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I resti umani rinvenuti qui sono stati stimati a 40.000 anni fa, e una delle grotte presenta dipinti dell’età del ferro (quasi completamente sbiaditi).

Negli ultimi anni, l’importanza della grotta per l’economia locale è legata alla raccolta del nido d’uccelli (una prelibatezza particolarmente apprezzata dai cinesi) e del guano.

Questo articolo fa parte della nostra serie “DIY Adventure Travel in Borneo“.
I collegamenti alle altre parti sono in fondo a questa pagina, insieme a una mappa del percorso con profilo altimetrico e a una street level photo map scattata dalle nostre bici.

Qui invece qualche consiglio per viaggiare on a budget in Borneo (in bicicletta e non)


La strada da Miri al Parco Nazionale di Niah


Borneo fauna Niah Insetti
Molti di questi millepiedi in giro

There are two roads leading to the park from Miri:

1. La strada costiera (Q642): strada piacevole vicino al mare fino al km 40, dove c’è la bella Tusan Beach, poi la strada si allontana dal mare, rimane piacevole ma non spettacolare per una decina di chilometri, fino al bivio per Niah, da dove ricominciano le piantagioni di palme da olio, no ristoranti, no ombra. La strada è ondulata ma facile. 84 km

2. La vecchia strada AH150: più lunga e più sali e scendi, non violenti ma comunque più ripidi della strada costiera, qui è un po’ più facile trovare posti per mangiare ma sempre meglio portare un po’ di provviste con voi, è un alternarsi di foreste e piantagioni. Questa è la strada che passa accanto al Lambir Hills National Park112km


Il nostro viaggio


Lasciamo Miri lungo la strada costiera, subito fuori città c’é una lunga spiaggia con pini per ripararsi dal sole, non si potrebbe chiedere un miglior posto tenda, ma naturalmente proseguiamo, visitando brevemente Tusan Beach (che avevamo già visitato), sperando di trovare qualche banchetto per comprare snacks e qualcosa da bere, ma oggi é lunedì e c’é il deserto, anche qui un posto tenda niente male.

La strada si dirige verso l’interno e il mare non è più in vista; attraversiamo qualche piccolo fiume con i consueti cartelli “Awas Crocodile” (attenzione, coccodrilli).

In Malesia é illegale uccidere i coccodrilli, si sono riprodotti velocemente e numerosi e vivono a lungo così, visto che le piantagioni di palme da olio e le compagnie di legnami hanno distrutto il loro habitat naturale, questi animali si stanno spostando sempre più vicini alle case e alle spiagge, diventando una seria minaccia, ogni mese ci sono persone che vengono uccise dai coccodrilli.


Parco nazionale di Niah: biglietto d’ingresso, orari, alloggio e piccoli animali


grotte di Niah Animali
Alcuni degli insetti più strani che abbia mai visto strisciare sulle passerelle del parco nazionale di Niah

Arriviamo al Niah National Park all’orario di chiusura (aperto dalle 8:00 alle 17:00). Prendiamo una stanza nel parco per 40 ringgit. Ci sono 4 letti, quindi ogni letto costa 10 ringgit (2 euro)

Nell’ostello c’è la cucina e siamo molto felici di poterci cucinare la pasta, ma purtroppo il gas è finito. Per fortuna, il proprietario del ristorante rimane aperto per noi e ci prepara dei fried noodles.

Ci svegliamo presto e, dopo una colazione a base di 3 uova fritte a testa, ci incamminiamo verso il parco. Biglietto d’ingresso: 20 MYR. Bisogna attraversare il fiume in barchetta e fare attenzione ai coccodrilli.

Subito c’è il museo del parco che si può visitare all’inizio o alla fine del percorso. Ci sono molte foto interessanti degli abitanti del luogo, un po’ di anni fa, e altre che mostrano come venivano raccolti i nidi d’uccello.

E poi inizia il percorso, molto facile: si segue il sentiero, una passerella sopraelevata nella foresta. Ci sono tantissimi insetti mai visti prima e avvistiamo anche quello che ci sembra uno scoiattolo pigmeo. Nessuna scimmia all’orizzonte.

Ci sono alberi e piante diversissimi, alcuni davvero imponenti. Ad un certo punto sentiamo musica provenire dalla nostra sinistra, prendiamo il bivio che porta al villaggio Iban dentro il parco.


Il Villaggio Iban


Iban Longhouse Niah Sarawak Borneo
A longhouse nel villaggio Iban all’interno del parco nazionale di Niah. C’è anche una guest house all’interno

Gli Iban sono tra i gruppi etnici di Borneo. Un tempo cacciatori di teste, sono un popolo forte, mai sottomessi al sultano, un vero grattacapo per le varie autorità che hanno provato a governare il Borneo.

Fino a non tantissimi anni fa un Iban che avesse voluto sposare una ragazza, avrebbe dovuto portare 3 teste nemiche al suocero. Vivono nelle tradizionali longhouses, che, come suggerisce il nome, sono case lunghe.

C’è una veranda in comune dove si suonano gong e altri strumenti tradizionali. Sono molto amichevoli; nessuno prova a decapitarci. Ci invitano invece all’interno per ascoltare la musica.

La cultura Iban é vasta e merita di essere conosciuta, hanno una ricca religione, tante diverse danze e performance rituali e creano meravigliosi oggetti d’artigianato.

C’è anche una homestay all’interno di questa longhouse; non sappiamo il prezzo, ma sicuramente non è molto costosa. Questo piccolo e bel villaggio può essere raggiunto dalla strada a destra giusto prima dell’entrata del parco.


Le Grotte


Iban musica Niah parco nazionale
Musica Iban al parco nazionale di Niah

Torniamo sul sentiero principale che conduce alla caverna, circondati da centinaia di farfalle colorate. Saliamo alla prima caverna, è grandissima (ma non abbiamo ancora visto la principale).

Ci sono ancora i resti dei rifugi usati dagli operai che raccoglievano i nidi di uccelli da vendere ai cinesi.  Sono una costosissima prelibatezza culinaria.

Subito dopo c’è la Great Cave, veramente impressionante, una delle più larghe entrate del mondo. In questa grotta veniva raccolto il 70% dei nidi d’uccello “prodotti” in Sarawak.

Ci sono ancora lunghissimi pali di legno con cui i lavoratori raggiungevano la volta della grotta, senza alcuna protezione, arrivando fino a 50 metri d’altezza.Tutt’oggi i nidi vengono raccolti, ma per fortuna sono state messe in atto delle limitazioni, perché, a forza di essere derubati dei loro nidi, gli uccelli hanno deciso di non tornare più. La popolazione è ridotta del 90%.


Nell’oscurità


grande grotta di Niah Borneo Malaysia
Nel profondo delle viscere della terra. La grande grotta di Niah

Ci addentriamo nella caverna seguendo il sentiero, che diventa sempre più buio e c’è sempre più guano di rondini e pipistrelli, che rende la passerella scivolosa.

Il buio diventa totale; la torcia fa il possibile (portatevi una buona torcia). Sembra non finire mai; siamo soli nella caverna gigante e fa un po’ paura. Dopo aver percorso un chilometro, vediamo finalmente la luce.

Eccoci tornati nella verde foresta. Saliamo gli ultimi gradini per la Painted Cave, ma delle pitture, purtroppo, non resta molto, per non dire nulla. Sfortunatamente non ci sono altre strade per tornare indietro; dobbiamo attraversare di nuovo la buia e spaventosa caverna.

Quando usciamo, piove parecchio e corriamo verso la nostra stanza. Peccato, perché pare che al tramonto migliaia di pipistrelli escano dalla caverna, mentre una quantità simile di swiftlets entra nella caverna, in una sorta di spettacolare cambio di guardia.

Ma siamo felicissimi: il giorno più bello finora nel Borneo. Quanto doveva essere bella quest’isola prima della deforastazione.

Il giorno dopo abbiamo lasciato il parco attraverso un piacevole e stretto sentiero che parte dal campeggio e arriva alla città di Batu Niah dopo 5 km di sterrato. In città potrete trovare tutto ciò che vi occorre, tra cui il water refill, un piccolo supermercato, negozi, hotel e ristoranti.

Tornati sulla strada AH150, che i locali chiamano “Old Road”, ci ritroviamo invece nel bel mezzo di un’autostrada. Il percorso è “liscio” ma non particolarmente eccitante fino al bivio che ci porterà alla Diga di Bakun, dopo 65 km di autostrada.

Troviamo rifiuti in una pianificazione di palme da olio, c’è anche un bidone pieno d’acqua e un pentolino per farsi una doccia. Domani ci dirigeremo a Sungay Asap, dove la gente di Bakun è stata ricollocata per fare posto alla diga…


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Le nostre avventure in Borne

pt1: da Kota Kinabalu a Tenom, attraverso il Crocker Range
pt2: un treno nella giungla, da Tenom a Beaufort
pt3: cicloturismo in Brunei
pt4: nei dintorni di Miri, Lambir Hills, Logan Bunut e Tusan Beach
pt5: le grotte del Parco Nazionale di Niah (voi siete qui)
pt6: da Belaga a Kuching by boat
pt7: Kuching and Bako National Park
pt8: Rafflesia in Gunung Gading National Park
pt9: Overland Border crossing from Sarawak into Kalimantan, the secret Aruk border
pt10: Sambas, un Venezia in legno nel Borneo indonesiano

Reportage

Chap Go Meh a Singkawang: trafiggersi per compiacere gli Dei

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Parte 1: Intervista con SaveRivers
Parte 2: visita a Sungai Asap
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