Last Updated on 7 February 2026 by Cycloscope

Il nostro viaggio nelle Alpi giapponesi, nel villaggio tradizionale di Shirakawa durante il Doburoku Matsuri
Ed eccoci finalmente a Shirakawa, dopo la deviazione che abbiamo dovuto fare ieri a causa della frana, avevamo paura di non farcela. Ma eccoci qui, perfettamente puntuali alle 8 del mattino. Un paio di chilometri prima del centro del paese c’è il punto informazioni e, di fronte, il tempio shinto.
Shirakawa-go è un luogo molto speciale, tra i più bei villaggi delle Alpi giapponesi e forse dell’intero Giappone. Se siete più interessati alla città in sé rispetto al festival, saltate a questo articolo sul villaggio di Shirakawa.
Doburoku Matsuri
Matsuri” è la parola giapponese per festival, usata soprattutto per quelli di carattere religioso, ma talvolta anche per eventi più profani. Questo festival si celebra intorno alla metà di ottobre; siamo arrivati appena in tempo per goderci l’ultimo giorno.
In questi giorni la gente prega il dio della montagna, offrendogli il doburoku sakè e chiedendogli un buon raccolto.
Giorni diversi, templi diversi, oggi è il giorno del templio Lijima Hachiman. Alle 9, la cerimonia religiosa inizia all’interno del jinja (come i giapponesi chiamano il tempio shinto). Non c’è molta folla al momento.
La celebrazione di questa mattina sembra essere rivolta agli “addetti”, agli organizzatori, ai performer e alle autorità religiose locali. Il primo doburoku è portato all’altare, si recitano alcune preghiere, poi viene versato nelle coppette delle persone e bevuto.
Ma che cos’è il sakè do-buroku?
Doburoku sakè

Il doburoku saké è un tipo di vino di riso (sappiamo di cosa è fatto il sakè, vero?), è grezzo, non filtrato, denso e bianco. In Giappone è vietato produrre saké in casa, ma le persone di qui hanno un permesso speciale proprio per via di questa tradizione.
Nonostante il sakè del mattino sia per gli addetti ai lavori, appena ci vedono ce lo offrono subito. A volte essere stranieri è comodo. E la festa ha inizio…
Shishimai, la danza del leone Giapponese

Verso le 10, il mikoshi (templietto portatile) viene tirato fuori dal jinja (il templio shinto) e inizia la processione; musicisti con abiti tradizionali suonano un ritmo ipnotico con flauti, tamburi e organi a bocca.
La prima sosta è nel piazzale del punto informazioni dall’altro lato della strada. Qui inizia la danza del leone, Shishimai.
Due bambini di circa 10 anni combattono il leone con diverse armi. I loro movimenti sono fluidi e armoniosi, una dimostrazione di grandi capacità per ragazzini così giovani.
La danza pare essere stata importata dalla Cina durante la dinastia Tang e associata alle celebrazioni del compleanno di Buddha. Lo stile della danza varia da una regione all’altra. Pare che ci siano 9.000 varianti.
Oltre ai riti buddhisti, la danza venne importata nelle cerimonie shintoiste, come in questo caso, ed in occasione della celebrazione del nuovo anno.
La maschera in legno del leone si chiama Shishi-gashira e viene maneggiata da un uomo che fa la parte della testa del leone. Altri uomini dietro di lui sono il corpo del leone e stanno tutti sotto un telo colorato.
Fiumi di sake

Nel frattempo, un ragazzo con la faccia a banana (uguale a quella dei personaggi degli anime anni ’80) continua a offrirci birra e saké. La processione scivola tra le strette stradine dei dintorni del centro, fermandosi un paio di volte, rifare la danza del leone, prima di fronte ad un altro piccolo templio e poi di fronte alla casa di qualcuno.
Faccia di banana continua nella sua missione di farci ubriacare.
Sono le 11 del mattino e siamo già sbronzi. Per fortuna ci sono due ore di pausa pranzo, ci infiliamo qualche schifezza del 7-Eleven nello stomaco sperando di sopravvivere al resto della giornata.
Tornati al jinja assistiamo alla cerimonia principale dell’offerta di doburoku al dio delle montagne, tutti i partecipanti, noi compresi, ci sediamo su lunghi tappeti stesi nel cortile del templio.
La folla è più numerosa ora, ma è ancora un piccolo festival, solo gente locale o, al massimo, dei vicini villaggi; inutile dire che, come sempre, gli uniti stranieri siamo noi.
Si pagano 400 yen per avere la coppetta e poi si può bere tutto il sakè che si riesce a bere. Stiamo seduti e delle signore passano a servire il saké di continuo; appena vedono la coppetta vuota corrono a riempirla.
Incontri

Conosciamo Toru, un meccanico che ha vissuto a Vancouver, e chiacchieriamo. Siamo gli unici stranieri e veniamo sempre interrotti da gente che vuole scattare foto con noi.
Per accoglierci meglio ci fanno bere più degli altri e, secondo quanto per loro è lo stile giapponese, si beve dal piattino mentre la signorina continua a riempirlo senza sosta…
Sul palco ci sono cantori di Shirakawa e danze contadine, ma tutti sono presi dal saké e nessuno li guarda. I giapponesi ubriachi fanno cose che mai farebbero da sobri. Uno addirittura mi abbraccia
La serata

Per fortuna ci sono altre due ore di pausa prima della cerimonia serale e andiamo a farci una penichella sulle panchine del centro informazioni.
Appena ci ripigliamo, andiamo a montare la tenda in un giardinetto dietro il centro informazioni.
Conosciamo un secondo viaggiatore, Koji. Lui è di Chiba ed è qui in macchina, dove dormirà anche.
A causa dei prezzi degli alberghi giapponesi esageratamente alti, molte persone dormono in macchina quando viaggiano, non solo giovani, ma anche famiglie e coppie anziane. Basta togliere i sedili e mettere un materasso.
Infatti il parcheggio del centro informazioni è pieno di persone che dormono in macchina. Questa è anche una delle ragioni per cui abbiamo visto un sacco di alberi abbandonati in Giappone.
Andiamo con Koji a vedere la danza del leone serale, questa è la versione lunga. Si esibiscono su un grande tappeto di juta e sia i danzatori sia i suonatori sono visibilmente esausti.
I bambini continuano a combattere il leone, aggiungendo nuove mosse e tecniche a quelle usate durante la giornata; forse sono un po’ meno stanchi dei suonatori e danzatori più anziani, ma il sudore è ben visibile sulla loro fronte. Questa volta la danza dura più di un’ora.

A un certo punto arrivano dei tizi con buffi costumi e fanno una parodia della danza, mentre i danzatori veri riprendono fiato.
Finita la danza, si esibiscono sul palco i ragazzi del paese, tra improbabili karaoke stonati e rifacimenti di sigle di anime a me sconosciute. Molto divertente. Bella atmosfera di festa di paese.
Siamo passati da Shirakawa-Go durante il nostro tour di tre mesi in Giappone durante il nostro viaggio di due anni in bicicletta in Asia.
Per avere una panoramica del nostro itinerario ciclistico in Giappone, in quest’altro articolo trovate il percorso.
Ed anche il Giappone non turistico: 10 percorsi da non perdere!

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