Da Città del Capo ad Hermanus, pedalando la costa di Western Cape, Sud Africa

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Last Updated on 20 February 2026 by Cycloscope

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Da Città del Capo ad Hermanus: Chapman’s Peak, Gordon’s Bay, Kogelberg Nature Reserve. La nostra prima pedalata in Sudafrica, lungo la costa del Western Cape.

Da Città del Capo è partito il nostro viaggio in bicicletta in Sudafrica; da qui proseguiremo verso il Lesotho e il Mozambico. Il nostro itinerario è partito da Green Point, la parte settentrionale del capo, dove si trovano il Parco Nazionale della Table Mountain ed il centro della città.

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Città del Capo, o Cape Town, è una città che si estende per moltissimi chilometri, fino alla sua punta meridionale: il Capo di Buona Speranza.

Una delle cose che più ci è piaciuta di Cape Town è il fatto che non si percepisce affatto di essere in una grande città, essendo composta per lo più da sobborghi che hanno l’aspetto di villaggi di campagna e separati tra loro da enormi spazi verdi e una costa meravigliosa.

Lasciata la città lungo la costa, ci aspettavamo una strada un po’ noiosa e trafficata, e invece siamo rimasti davvero sorpresi e affascinati dalla bellezza e dall’epicità dei panorami che ci siamo trovati di fronte: il Chapman’s Peak, la spiaggia di Noordhoek, le bianche dune, i pinguini e la Gordon’s Bay. Ecco il nostro racconto e ciò che ci è piaciuto di più.


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Cycling Western Cape’s coast – Our itinerary and GPX track 


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Questo è un percorso di 220 km con poco più di 2000 metri di dislivello. Alcuni ciclisti allenati amano farlo in un giorno; noi lo abbiamo fatto in tre, bello e rilassante. Pernottamento a Simon’s Town, Somerset West, e Hermanus.

Il percorso è quasi tutto panoramico, quindi perché correre?


Da Green Point a Noordhoek, pedalando il Chapman’s Peak


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Pedalando il Chapman’s Peak

Partendo dal centro città, in Green Point, il modo migliore per uscire dalla città è salire la ripida collina che porta alla cabinovia, sicuramente più difficile di altre strade, soprattutto con la calura estiva, ma sempre meglio di rimanere bloccati nel traffico cittadino.

La discesa da questo “passo” è molto panoramica; si affaccia sulla bellissima spiaggia di sabbia bianca di Camps Bay, raggiungibile in pochi minuti.

L’acqua della baia è limpidissima ma ghiacciata, fatevi un bel bagno rinfrescante se ne avete il coraggio, o se avete una muta.

Qui ci sono diversi bar e gelaterie, venditori ambulanti che vendono occhiali da sole, collanine e dipinti sparando prezzi esagerati, una piscina di acqua marina protetta dalle onde (accessibile gratuitamente) e una caletta bella e relativamente isolata con acqua calma, ma sempre gelida.

Da qui la strada inizia a salire un po’, seguendo prima la costa e poi attraversando un piccolo passo nei pressi di Hout Bay. Qui c’è quello che in inglese si chiama “informal settlement” o slum, abbarbicato sul fianco di una montagna, con le sue casupole in lamiera luccicante, capace davvero di accercarvi. La baia ha anche una bella spiaggia, racchiusa tra il Capo di Chapman e il porto di Hout Bay.

Questo tratto di strada costiera non è sempre aperto; potrebbe essere chiuso a causa del forte vento e della caduta di massi. Un cartello segnala lo stato della strada prima della salita, oppure potete controllare online qui, dove troverete anche le previsioni e la direzione del vento.

Le biciclette possono percorrere la strada gratuitamente mentre macchine e moto devono pagare, lungo la strada ci sono numerose aree di sosta per picnic dotate di tavolini e, a volte, bagni pubblici. È vietato campeggiare e le biciclette non possono circolare dopo il tramonto.

Superato il passo, in discesa, verrete sorpresi dalla maestosità della spiaggia di Noordhoek, con le sue dune, la sabbia bianca e le acque che fanno da casa al temuto squalo bianco.

Da Noordhoek ci sono tre opzioni ugualmente panoramiche:

  • Rimanere sulla costa occidentale di Kommetjie e poi attraversare la montagna e raggiungere Simon’s Town, sull’altro lato del capo,
  • proseguire verso Retreat attraverso un bellissimo ma trafficato passaggio di montagna,
  • Prendere la strada per Fish Hoek, dove puoi facilmente vedere foche e, occasionalmente, persino elefanti marini.

Se vuoi visitare il Capo di Buona Speranza, potresti scegliere la prima opzione. Tieni presente che l’ingresso al Cape’s National Park costa 300 rand (20 €). Una volta lì, dovrai comunque tornare indietro e prendere la strada per Muizenberg (opzione 3).

La città di Simon’s Town è un piccolo villaggio turistico costiero, con una base navale militare, alcuni ristoranti e bar e non molto altro. Da qui partono diverse gite in barca (avvistamento di balene, crociere intorno al promontorio, anche qui niente di economico).

C’è anche un club dove noleggiare kayak e altri tipi di barche per esplorare la costa da soli. L’attrazione principale di Simon’s Town è sicuramente Boulder’s Beach, con la sua incredibile e simpatica colonia di pinguini.

Rimangono qui tutto l’anno, insieme a migliaia di cormorani, meno carini ma ugualmente da ammirare.


Muizenberg


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La spiaggia di Muizenberg

Muizenberg è una delle spiagge più famose di Città del Capo per il surf ed il kitesurf, o almeno per chi lo vuole imparare o non vuole affrontare onde impegnative. È una zona molto bella dove pranzare o cenare a buon prezzo o dove bere qualcosa di fresco.

Anche la laguna di Marina da Gama, che fa parte del quartiere, è un posto tranquillo per una pausa pranzo in stile picnic o per provare la tua agilità sul SUP. Io ho partecipato ad un corso di kitesurf di tre giorni a Muizenberg.


Fuori da Cape Town


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Partendo da Muizenberg verso est, inizia una strada che non ci aspettavamo affatto, è come essere teletrasportati in un altro pianeta, e per di più bellissimo.

L’area urbanizzata scompare immediatamente appena finisce Muizenberg e ci ritroviamo a pedalare tra dune di sabbia bianca ricoperte di fynbos (la vegetazione incredibilmente varia e fiorita della regione del Western Cape).

Siamo ancora in città, ma non sembra proprio. Gli unici svantaggi sono la presenza di automobili piuttosto numerose, almeno durante il fine settimana, e la sabbia volante che può colpirti e accecarti se il vento è troppo forte.

Fortunatamente per noi siamo passati da lì in un raro momento di calma; il vento è una costante in Sudafrica, soprattutto durante la stagione estiva. Ad un certo punto (dovete controllare sulla mappa), c’è una tranquilla strada laterale che si può percorrere per circa 6 km, ancora tra le dune (quella nella foto qui sotto).

Lungo questa strada troverete anche un parco pubblico con griglie a disposizione gratuitamente per il braai (come qui chiamano il barbecue); ci sono i bagni, molto puliti, e l’acqua è potabile.

Ritornati sulla strada principale, passerete per il più grande “insediamento informale” in Sudafrica. Un ragazzo si è fermato per avvertirci del pericolo, ma pensiamo onestamente che sia assolutamente ok durante il giorno.

Ovviamente, entrare nello slum ed iniziare a scattare fotografie è assolutamente sconsigliato, e non solo per ragioni di sicurezza.

Di fronte allo slum, sull’altra parte della strada, ci sono grandi dune di sabbia e una strada secondaria vi porta alla spiaggia di Macassar. Purtroppo non abbiamo esplorato quella zona e ce ne siamo pentiti.


Khayelitsha, qualche parola sullo slum più grande del Sudafrica


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Il nome di questo slum, o informal setting, è Khayelitsha; significa “nuova casa” in lingua xhosa ed è uno dei più grandi e in rapida crescita del Sudafrica. Secondo uno degli ultimi censimenti ci abitano…

Per capire come sono nate e come continuano a crescere e a svilupparsi queste realtà, non si può che guardare alla recente storia di questo paese. Negli anni Cinquanta, il Group Areas Act intensificò ulteriormente la già tremenda politica di segregazione razziale; ai neri venne impedito l’accesso alle città.

Questo significava che non poteva vivere né essere proprietario di alcun terreno in città. Unito al fatto che l’87% della terra sudafricana è di proprietà di bianchi (oggi l’8% della popolazione), non rimaneva molto spazio dove vivere per il resto della popolazione.

Anche quando l’apartheid è ufficialmente finito, la proprietà della terra è rimasta, nella grande maggioranza dei casi, nelle mani dei bianchi.


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Circa 400.000 persone vivono qui, e lo slam è in espansione

Superato lo slum e finite le grandi dune di sabbia bianca, lo scenario si attenua un po’, si attraversa la township nera di Macassar e poi si arriva nella città di Somerset West, a maggioranza afrikaners… si nota ancora un po’ di segregazione.

A Somerset West c’è un’eccellente officina di riparazioni di biciclette, con meccanici gentili e competenti. Non aspettarti di trovare molti ricambi; però, se hai bisogno di qualcosa di specifico, è meglio chiamarli e ordinare qualcosa, meglio con una settimana di anticipo (lo abbiamo trovato vero nella maggior parte dei negozi di bici sudafricani).

Qui i dati del meccanico a Somerset West, Velo Life:

Telefono: 021 851 5613

Indirizzo: 12, Rola Centre, Myburgh St, Somerset West, Cape Town, 7129


Gordon’s Bay, Somerset West, and Kleinmond


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L’inizio della salita che conduce a Stony Point, dove vivono i pinguini sudafricani

A partire da Somerset West, inizia un’altra stupefacente sezione di strada costiera, la Gordons Bay. Maestose cime da un lato e un mare incontaminato, pieno di balene, foche, delfini e altre meravigliose creature dall’altro, tenete d’occhio l’oceano per individuarli (noi abbiamo visto diversi gruppi di foche).

Anche i babbuini sono residenti nell’area. Guardatevi bene attorno se volete pranzare lungo la strada; sono famosi per rubare borse e cibo. 

A Pringle Bay, un’altra splendida spiaggia di sabbia bianca, inizia una breve ma ripida salita che vi allontanerà dalla costa tra desertiche vette, feynbos colorati (purtroppo da poco bruciati quando siamo passati) e una valle di sabbia bianca dall’aspetto alieno.

Da qui arriverete a Stony Point, dove vive un’altra colonia di pinguini africani; il biglietto d’ingresso è molto più economico e il posto è decisamente meno affollato di Boulders Beach.


Laguna di Botrivier e arrivo ad Hermanus


Passando Betty’s Bay e Kleinmond, brutalmente colpiti da un incendio recente che ha bruciato 41 case e ucciso due persone e molti animali, la strada inizia ad essere un po’ lontana dal mare, ma le montagne vi terranno comunque attenti ed impegnati.
 
Le pendenze attorno alla laguna di Botrivier sono trascurabili; ci si avvicina alla città più grande di questa zona, Hermanus, da dove partono molti tour di avvistamento delle balene, e dove è anche possibile vedere i grandi squali bianchi tuffarsi in una gabbia.

Se invece siete alla ricerca di un buon meccanico di biciclette ad Hermanus, andate assolutamente da Leon: questi sono i riferimenti.

Telefono: 082 932 3938

Indirizzo: 18 Long St, Hermanus, 7200


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