Last Updated on 6 February 2026 by Cycloscope

Kagoshima è la capitale dell’omonima prefettura, situata a sud del Giappone. Precisamente nel sud-est dell’Est del Kyushu. Siamo arrivati da Fukuoka, una delle prime tappe del nostro cicloviaggio in Giappone.
Alla fine della pagina troverete la mappa del nostro percorso da Fukuoka a Kirishima; cliccate sul percorso per visualizzare il profilo altimetrico.
Per consigli e trucchi su come viaggiare in Giappone con meno di 10 euro al giorno, leggete la nostra guida qui.
Vulcano Sakurajima
Una storia di cicloturismo giapponese

Arriviamo nella bella Kagoshima, la Napoli del Giappone. Niente pizza e caffè, ma una città sul mare dalla quale si vede il vulcano Sakurajima. Il vulcano è dall’altro lato della Baia di Kinko. Non siamo molto interessati alla città in sé, quindi saltiamo sul primo traghetto che attraversa la baia.
C’é un traghetto ogni 30 minuti circa, il prezzo dovrebbe essere economico ma non sappiamo quanto, siamo saliti pensando si facesse il biglietto a bordo ma nessuno ci ha chiesto niente.
Il Sakurajima è proprio di fronte a noi, bellissimo nei suoi 1117 metri di lava raffreddata.
Prima era un’isola-vulcano, ma durante l’eruzione del 1914, una delle più violente, si è unito all’isola di Kyushu nella Penisola di Osumi.Pare che questo vulcano sia uno dei più attivi al mondo.
Arrivati ai piedi del vulcano, andiamo al centro informazioni dove per la prima volta incontriamo un giapponese che parla inglese. Vediamo un documentario sulla storia della città e sulla sua relazione con il vulcano e cogliamo la prima grande differenza con Napoli: qui, in caso di eruzione, sono preparati.
Hanno costruito grandi canali in cemento che portano lava e fiumi di fango al mare, salvando la città, rifugi lungo le strade per i cittadini e, ovviamente, un piano di evacuazione rapido.
Inoltre, non meno importante, ci mostrano con orgoglio il libro dei primati Guinness: Kagoshima ha sfornato la rapa più grande del mondo, ben 31,5 kg. C’è una foto del fiero contadino con la superrapa in braccio.
Il parco di lava

Tornando al vulcano, non si può raggiungere la vetta, ma andiamo in bici al punto di osservazione a 373 metri; da qui si vede il picco nord, più vecchio, e quello sud, più nuovo e attivo.
Riscendiamo e percorriamo il sentiero tra la colata lavica e il mare: l’eruzione del 1914. I pini sono già ricresciuti; l’odore della vegetazione e delle alghe mi ricorda la mia città, Catania.
Incontriamo la statua di un cantante urlante, collocata qui a seguito di un concerto al quale hanno partecipato 70.000 persone.
Proviamo a fare un bagno, ma non è facile: ci sono tante alghe e il porto vicino non rende l’acqua invitante. Dormiamo in un gazebo con vista sul vulcano.
Al mattino mettiamo i piedi nelle acque termali di fronte al centro informazioni, si chiamato “foot onsen”, si incontrano frequentemente in Giappone, specialmente in Kyushu, sono sempre gratuite.
Foot onsen ed eruzione

Lungo la costa vediamo il vulcano da tutte le parti; fuma. Ci fermiamo lungo la costa, nei pressi di un “punto informazioni”, dove ci sono le terme libere per i piedi. Mettiamo la tenda sotto un albero nel vicino parcheggio, come ci consiglia un vecchio hippie che sta lì con il furgone, a dipingere e a vendere quadri ai turisti.
Mangiamo con i piedi nell’acqua calda e facciamo un giro al market che vende prodotti tipici. Ci sono cose bellissime e fumettose, come biscottini con faccine. Alla fine non resistiamo e prendiamo una confezione con tre fette di torta, somiglia alla ciambella.
Poco prima del tramonto il vulcano erutta. Ci sono state circa 700 eruzioni quest’anno.

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