Kirishima: Lago Onami, Vulcani Sakurajima, Karakuni & Shinmoedake

Last updated:

Last Updated on 5 February 2026 by Cycloscope

salita al lago Onami
Salita al Lago Onami

Guida alla catena montuosa Kirishima e al lago Onami
Come raggiungerlo e salire su alcuni dei vulcani più belli del Kyushu, Giappone

Giappone, la terra dei vulcani, che si estende lungo la cintura di fuoco del Pacifico, dove 118 vulcani sono attivi, montagne sputa fuoco e paesaggi alieni.

Disclosure: Some of our articles contain affiliate links. This comes at no additional cost for you and helps us keep this website up and running. (as Amazon Associates we earn commission from qualifying purchases)

Stanforth Bikes Best for Touring
Cycloscope are proud users of the best touring bikes in the world

Il Kirishima range Ã¨ uno di questi, uno di quelli che si riposano meno, con 15 coni attivi (Takachihonomine, Nakadake, Ohatayama, Karakunidake, Tairoike, Ohachi e Shinmoedake sono i più importanti) e 10 laghi nei crateri.

Un luogo potente, da non perdere se siete in Kyushu. La vetta più alta è il monte Karakuni e il lago Onami è il lago più alto in un cratere in Giappone, un paradiso per gli escursionisti, anche se alcuni percorsi potrebbero essere chiusi a causa delle frequenti attività eruttive.

Abbiamo raggiunto l’area di Kirishima da Kagoshima, una delle nostre prime destinazioni durante il viaggio in bicicletta in Giappone. Se è vero che queste montagne sono meravigliose, non meno lo è la strada per raggiungerle. Qui la cronaca del nostro viaggio.

In fondo alla pagina trovate la mappa della nostra pedalata da Kagoshima a Miyazaki; cliccate sulla traccia per visualizzare il profilo altimetrico.


Da Sakurajima alla cascata – 54 km


campagna del Kyushu
Campagna del Kyushu

Ci svegliamo in un parcheggio ai piedi del vulcano Sakurajima, nella provincia di Kagoshima. Le foot onsen (terme per i piedi) ci regalano un piacevole risveglio! Incontriamo un ciclista Giapponese di Osaka, Masahito, molto simpatico, sta andando in direzione opposta, ci incontreremo di nuovo a Osaka.

La strada litoranea è piuttosto piatta; proviamo a fare un bagno anche qui, ma l’acqua è unta. In compenso vediamo un buffo animaletto che cammina/striscia velocissimo sott’acqua. Il vulcano Sakurajima si vede ancora maestoso.

Lasciata la strada litoranea, proseguiamo fino a Kirishima, un paese di campagna grande. Qui incontriamo Daniel, un insegnante di inglese (e chi l’avrebbe detto?).

Sua moglie é giapponese e lavora in un albergo con terme, per un attimo speriamo ci ospitino lì ma niente purtroppo. Ci consiglia di percorrere la strada lungo il fiume e ci accompagna per una decina di chilometri.

La strada è bellissima (km 34): sale piano piano e, anche a 100 metri d’altezza, sembra di essere sulle Alpi. Boschi di pini incontaminati a destra e a sinistra.

E in estate ovunque, sono molto economiche; alcune costano meno di un euro, ma fa ancora troppo caldo per le terme. Ci fermiamo a mangiare delle uova sode cotte nell’acqua termale e salutiamo Daniel.


Kirishima - mt. Shimonoe - cratere Karakuni
Nuvole entrano nel mt. Shimonoe riempiendo il dormiente cratere Karakuni

La strada inizia a salire un pochino; siamo a 300 metri. Scendiamo per una stradina ripida, seguendo cartelli piccoli e sgarrupati che indicano una cascata e un tempio buddista.

Troviamo la cascata (GPS 31.864066, 130.792223). Bisogna guadagnare un fiume. Dall’altro lato, nel bosco, ci sono piattaforme abbandonate per i picnic. L’atmosfera è un po’ tetra; siamo circondati da un bosco di alti pini che poi si trasforma in un bosco di bambù.

Anche il sentiero che conduce alla cascata è in stato di abbandono. La cascata è bella, alta circa 30 metri, ma non possiamo dormire qui: sarebbe complicato con le bici e non c’è spazio per la tenda. Andiamo un po’ più avanti lungo la strada e ci mettiamo in un prato vicino ad una risaia. C’è parecchia umidità; la tenda è tutta bagnata al risveglio.


Dalla cascata al lago Onami – 16 km


rifugio ai piedi del sentiero per il lago Onami, giappone campeggio libero
Rifugio ai piedi del sentiero per il lago Onami, un perfetto posto tenda

Risaliamo la ripida stradina per tornare sulla strada 223, io a spinta e Daniele in bici. Lungo la strada le zanzare ci divorano. Tornati sulla strada principale, inizia la vera salita: 700 metri in 15 km, non poi così tremendo.

Dopo circa 6 km arriviamo al villaggio di Makizonocho Takachiho (credo), dove incontriamo l’ultimo convenience store, un campeggio e una ragazza simpatica all’ufficio informazioni.

Ci dà le solite mappe inutili: sono fatte male, non è chiaro dove si trovano i posti perché ci sono solo fumetti (molto carini ma poco utili) e sono solo in giapponese.

Attraversiamo una zona piena di hotel ed onsen (terme) abbandonati, forse a causa dell’eruzione del 2011. Quando il vulcano Shinmoedake, dopo 52 anni, si è svegliato esplodendo violentemente e danneggiando edifici fino a 8 km di distanza.

Molti di questi edifici hanno i vetri rotti a causa dell’esplosione, probabilmente. Da allora il sentiero che portava al cratere è chiuso; fino a pochi anni fa, lì c’era un bel lago in un cratere spento. Ora è un lago di lava.


Giappone terme naturali, ingresso libero
Terme naturali, ingresso libero, non serve biglietto. Ma potrebbero essere troppo calde, più un inferno che una SPA

A un certo punto, sulla sinistra della strada, vediamo fumo; ci sono pozze di fango ribollente all’aperto, un inferno dantesco. C’è un fiume caldo, o meglio, bollente vicino.

Proviamo ad immergere un dito, ma il bagno non si può fare. Grandi tubi trasportano parte di queste acque verso i centri termali vicini. Il paesaggio è bruciato; non sembra esistere una fonte di vita vicino a queste pozze dantesche; la sensazione è di trovarci su un altro pianeta; perdiamo la cognizione del tempo. Se passate da queste parti, fermatevi a dare un’occhiata: impressionante.


Salita al Lago Onami


Raggiungiamo l’inizio del percorso che conduce al lago Onami nel primo pomeriggio. L’Onami-Ike è un lago in un cratere vulcanico, il più alto del Giappone, a 1.412 metri.

C’é un rifugio dove ripararsi in caso di eruzione, lasciamo lì le biciclette, dormiremo lì stanotte. Ed eccoci di nuovo in movimento, questa volta a piedi, verso il lago. Non abbiamo molto tempo, quindi andiamo un po’ di corsa.

Il percorso é di 40 minuti, di più se ve la prendete comoda, inizia con una serie di scalini e poi diventa sterrati, ma fattibile da quasi chiunque. Raggiunta la vetta, il lago è bello ed è avvolto da un silenzio che sembra innaturale anche se è la cosa più naturale che ci sia.

Dietro il lago, il Mt. Karakunidake, la vetta più alta, 1700 metri, maestoso. Rimaniamo un po’ ad ammirare; siamo soli, noi e i vulcani.

Da qui parte un altro sentieri che gira tutto intorno al lago e dal quale si può andare sul Mt. Karakunidake ma siamo stanchi, ed é troppo tardi. Saliremo sul Karakuni domani da un altro sentiero.

Torniamo al rifugio a montare la tenda; posto più sicuro nei dintorni non c’è. Mentre andiamo a riempire le bottiglie d’acqua al bagno dall’altro lato della strada dei cerbiatti attraversano la strada, uno è un cucciolo e si inchioda al centro della strada a guardarci, penso fosse la prima volta che vedeva un umano perché era davvero meravigliato


Salita all’Ebino Plateau e sul Mt. Karakuni nella catena Kirishima


Salita Mt. Karakuni (Karakunidake) Kirishima range
Salita al Mt. Karakuni (Karakunidake)

Un’altra salita sui monti Kirishima

Passano un paio di macchine; una coppia di vecchietti ride nel vederci dormire nel rifugio. Mangiamo spaghetti conditi con ingredienti improbabili che neanche scrivo perché me ne vergogno, però erano tanti.

Più riposati, il mattino seguente andiamo verso l’Ebino Plateau: 4 km di salita tranquilla, proseguendo lungo la stessa strada. Parcheggiamo le bici e saliamo sul monte Karakunidake, a circa un’ora di cammino.

Ci imbattiamo prima nella caldera (Ioyama), con il suo odore di zolfo, circondata da un paesaggio bianco e rosso. La salita è più faticosa di quella per il lago Onami, ma è inutile dire che la vista è incredibile ed epica.

Dalla cima, a 1700 msl, si vedono il cratere dell’eruzione del 2011, Mt. Shimonoedake, il lago Onami e tre altri laghi dentro altrettanti crateri, e riusciamo anche a sbirciare nel (per ora) dormiente cratere del Karakuni.>

Esce fumo che, con il vento, viene portato verso il cratere spento vicino a noi. Siamo arrivati appena in tempo: poco dopo il nostro arrivo, il vento cambia e il fumo copre completamente il cratere, non lasciando più vedere nulla. Probabilmente la sera si riesce a vedere il lago di lava del monte Shimonoedake.


Dall’Ebino Plateau a Miyazaki – 90 km


Shimonoedake da Karakuni Vulcani giapponesi
Shimonoedake visto dal Karakuni. Parecchio attivo

Come andare via: la discesa

Inizia a piovere, scendiamo per 24 km, da 1200 metri a 200, all’inizio il paesaggio é molto diverso dal solito, niente boschi, pascoli e colline poi ricomincia il bosco.

Non incontriamo macchine; attraversiamo il paesino di Ebino, famoso per le sue terme, che sono davvero dappertutto qui; la campagna sembra uscita da un film dello Studio Ghibli. Risaie, terra nera, e il vulcano che svetta in lontananza. Continuiamo a scendere, continuiamo a piovere.

Ci fermiamo a mangiare tardi, alle 16, a Kobayashi. Non avevamo trovato niente da pranzo lungo la strada. Prendiamo una strada lungo il fiume Iwase-Gawa, qualche chilometro più a nord, e mettiamo la tenda sotto la tettoia di una legnaia, di fronte a una fabbrica avvolta nell’edere che sembra abbandonata. â€‹Di notte piove, ma noi siamo all’asciutto. Siamo felici.

Il giorno dopo una tappa di pianura, per 60 km, fino alla costa ed alla città di Miyazaki, dormiamo in un cimitero buddista; calma e pace ci pervadono.