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Arrivati a Knysna dalla Seven Passes Road, ci ritroviamo in una città molto carina, tutta intorno ad una bella laguna dall’acqua molto calma, adatta a nuotare, fare pic nic ed imparare qualche sport popolare in Sud Africa, come il kite surfing.

Knysna era la casa dei Khoikhoi, i pastori nomadi che abitavano il sud ovest dell’Africa. Era geograficamente difficile da raggiungere per gli occidentali, ma non per molto, entro il 1880 circa un migliaio di persone si era trasferita qui per commerciare legname.

Vennero piantati molti alberi da paesi stranieri che rimangono a tutt’oggi un enorme problema, la vegetazione aliena sta infatti pian piano distruggendo quella autoctona; alberi come pini ed eucalipti non permettono a nessuna altra pianta di crescere al di sotto di essi.

Knysna è stata colpita nel 2017 da un devastante incendio che ha ucciso 9 persone e ne ha lasciate centinaia senza casa, ancora oggi, specialmente nella parte collinare della città, vedrete molte abitazioni in via di ricostruzione.

Da Knysna è iniziata la nostra esplorazione verso l’interno, lasciando la costa e i suoi costanti venti ci siamo diretti verso l’Alfred Pass e poi lungo la bella strada E62 abbiamo attraversato la Garden Route e siamo arrivati a Port Elizabeth.

 


Il nostro viaggio in Sud Africa è iniziato a Città del Capo, qui gli altri articoli che abbiamo scritto:

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Da Città del Capo ad Hermanus, la costa del Western Cape

Da Hermanus a Swellendam attraverso Greyton e la riserva naturale di Riversonderend

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Questa è la mappa del nostro viaggio in bici da Knysna a Porth Elizabeth

Knysna e la Chiesa di Sant’Ambrogio

Chiesa Sant'Ambrogio Knysna

L’interno della Chiesa di Sant’Ambrogio

Da Knysna abbiamo preso una strada alternativa alla R339, anch’essa sterrata, che passa attraverso la Chiesa di Sant’Ambrogio, costruita da un gruppo di immigrati italiani arrivati nell’Ottocento da Treviso. 

All’interno della Chiesa ci sono molti reperti storici e articoli di giornale che parlano di questa vicenda, attirati dall’invito dell’agricoltore inglese Henry Barrington questi 32 italiani arrivarono qui con l’idea di produrre la seta ma si resero presto conto che le ottime condizioni di vita promesse non erano poi così corrispondenti al vero. Le strade non esistevano e nemmeno le case che erano state promesse.

E peggio ancora, il gelso locale non era quello di cui si cibavano i bachi da seta. Vano fu il tentativo di piantare gli alberi giusti, non crebbero mai. Così, senza casa nè seta si misero a lavorare alla costruizione della strada e a fare i coltivatori. Potete leggere qualcosa in più sulla loro storia in questo articolo. L’indirizzo della chiesa è 23J3+9F Knysna, South Africa.

Proseguendo lungo la strada, abbastanza dissestata, ci sono dei bei punti panoramici e si è sempre circondati dalla foresta e da una piacevole ombra. Uno dei punti panoramici più belli, nella foto qui sotto, si trova qui: 33°56’42.1″S 23°03’17.2″E.

La R339, G point e Alfred Pass

Arrivati sulla R339 le condizioni stradali migliorano, ci circa 13 chilometri in leggera salita ed incontrerete due aree picnic con tavoli, bagni e acqua potabile e, ovviamente quello che serve per il braai. La strada R339 ospita ogni anno una famosa gara ciclistica che pero viene percorsa nell’altro senso, da Uniondale a Knysna. La gara si chiama karoo to coast e questo e il sito internet ufficiale.

Uno dei punti ristoro lungo la R339 con acqua potabile per i viaggiatori

Arrivati in cima non ci sarà più molta ombra perchè non c’è foresta e la zona è usata per il legname. Molte parti sono anche bruciate in uno dei tanti incendi in Sud Africa. I camion che trasportano i tronchi sono i principali responsabili delle condizioni di questo pezzo di strada e del Wash board che rende difficoltoso pedalare anche in discesa, almeno per chi come noi viaggia con biciclette a pieno carico.

La strada scende fino ad un torrente di acqua fresca e poi risale con un paio di tornanti più impegnativi. In questa parte abbiamo incontrato qualche babbuino, un abitante della zona ci ha detto che proprio a causa degli incendi si avvicinano sempre piu alle abitazioni in cerca di cibo, non avendo piu il loro ambiente naturale ed essendo gli alberi da frutto bruciati.

Dopo 5 chilometri si arriva in cima alla salita e dopo una piccola parte pianeggiante inizia la discesa verso Angie G spot, l’unico ristorante sulla strada. Appena iniziata la discesa si apre davanti a noi un paesaggio spettacolare, le condizioni stradali di questa parte non sono il massimo, la strada è piu rocciosa e stretta e in alcuni punti abbastanza a strapiombo.

Da Angie potete piantare la tenda per 120 rand a persona, ma il prezzo dipende dalla stagione. C’e una doccia con acqua calda, alimentata a legna accendendo il “donkey”, un bar ristorante con birra fresca, e una bel prato sul fiume. Di notte c’e parecchia umidità e l’escursione termica si fa sentire.

La discesa verso Angie G Spot

Appena lasciato il campeggio inizia la salita di 14 chilometri che vi porterà alla cima dell’Alfred Pass, a circa 1000 metri d’altezza. Costruire questa strada non fu per niente semplice e viene infatti considerata il lavoro piu impegnativo di Thomas Bain. Completato nel 1860, è il passo piu lungo del Sud Africa ed il secondo passo più vecchio ancora in uso senza che vi sia stata apportata alcuna modifica.

Per tutti i 14 chilometri che ci hanno richiesto circa 3 ore sotto il sole cocente abbiamo incontrato 3 o 4 macchine in tutto. Non ci sono sorgenti d’acqua lungo la strada quindi attrezzatevi prima. Scendendo dal passo arriverete a Avontuur, circa 13 chilometri da Uniondale, qui incontrerete un po’ di asfalto e potrete rifornirvi di acqua e cibo.

Alfred Pass Sud Africa

Inizio della risalita dopo Angie G Spot verso l’Alfred Pass e Uniondale

Noi non siamo arrivati fino ad Uniondale ma proprio a Avontuur abbiamo preso la R62, strada asfaltata con pochissimo traffico che passa tra le montagne del Garden Route National Park e quelle del Karoo. Per i primi 45 chilometri fino a Louterwater non abiamo incontrato negozi di generi alimentari, probabilmente c’e qualcosa ad Harleem ma richiede una deviazione dalla strada principale.

A Louterwater c’e uno slam dove vivono i lavoratori stagionali che raccolgono e confezionano la frutta, superato il quale si arriva al paesino, ci sono dei piccoli supermercati ed un paio di guest houses. La strada fino a qui è piacevole, senza traffico e non impegnativa ma dopo Louterwater diventa molto più bella perche i campi coltivati e i frutteti lasciano il posto al fynbos con i suoi fiori colorati.

Ad una ventina di chilometri da Louterwater c’è Joubertina, il principale centro della zona, c’e un ristorante sulla R62, un campeggio e una guest house. Per trovare altro dovrete entrare nel paese che non è lungo la strada.
Tenete conto che dopo Joubertina non incontrerete piu nulla fino a Kareedouw da dove noi abbiamo attraversato i monti della Garden Route per tornare sulla costa.

Non si tratta di una grande salita ma ci sono un paio di chiometri impegnativi, specialmente se il vento è contrario. Dopo il passo abbiamo preso la R102 che scorre vicino all’autostrada 2 ma non c’e traffico. Incontrerete un piccolo market con annesso ristorante, birreria, negozio di prodotti tipici e punto informazioni, si chiama Oudebosch Farmstall Tsitsikamma.

Da qui a Port Elisabeth la strada si fa abbastanza noiosa essendo lontana dal mare e senza più montagne al vostro fianco. Se avete tempo però vale la pena fare delle deviazioni per vedere Oyster Bay e Jeffreys Bay.


Port Elizabeth e Sardinia Bay

Port Elizabeth è una grande città ma che non ha un vero e proprio centro e, a dir la verità, è anche trascurabile dal punto di vista turistico. Ci sono però diverse persone che offrono ospitalità tramite WarmShowers e Couchsurfing.

Inoltre Port Elizabeth si trova poco distante dall’Addo Elephant Park e vengono organizzate gite di una giornata che partono dalla città. Un decina di chilometri prima di PE c’è la meravigliosa spiaggia di Sardina Bay con le sue alte dune.

Sardinia Bay South Africa

La spiaggia di Sardinia Bay

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