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In bicicletta nella Croazia meno conosciuta, attraverso Karlovac e Sisak.Testimoni della più grande alluvione del secolo nella regione.

Qui sotto la mappa fotografica del nostro ciclo viaggio.

 
Giorno 10 – pedalando le aree interne meno conosciute della Croazia

Ravna Gora – Karlovac

15 Maggio, 2014

Ieri abbiamo dormito per la prima volta in un letto. Partiamo con calma, alle 13.30.
Lasciare una bella stanzetta richiede tempo, abbiamo lavato tutti i vestiti ieri sera ma non si è asciugato niente e dobbiamo aspettare! Daniele ha cercato di raddrizzare la ruota davanti del Président. Dopo qualche chilometro di sali-scendi (temperatura sempre sui 10°) finalmente arriva la discesa vera. Le montagne spariscono e arriva la collina. Un sali-scendi morbido fra i boschi.
 
Per una trentina di chilometri il nulla, solo boschi, ogni tanto incrociamo una macchina. C’è qualche gruppetto di case ogni tanto, ma a parte l’abbaiare dei cani (tutti rigorosamente alla catena) non si sente nessun rumore, non una radio, una tv, il pianto di un bambino.
Silenzio.
 
Arriviamo a costeggiare il fiume Kupa. Imponente. Sembra sull’orlo di traboccare. Poi Karlovac, attraversiamo la città, che a noi è piaciuta (per chi ama le città un po’ decadenti).
Inizia a piovere e subito dopo la città ci fermiamo a dormire nel solito boschetto ma questa volta niente spiritello buono (che era invece nel bosco precedente). Era un bosco pauroso, alberi altissimi e con il tronco molto sottile. Con il forte vento qualche ramo si spezzava e si sentivano rumori un po’ inquietanti. Abbiamo cucinato con il casco in testa! E io ci ho anche dormito.

tappa 11: il nostro amato pazzo cane

Karlovac – Sisak

16 Maggio, 2014

Siamo sopravvissuti alla notte. Niente alberi crollati sulla tenda. Ma piove, piove, piove tantissimo.
Avevamo visto le previsioni ma speravamo, come spesso avviene, che non ci azzeccassero! E invece c’hanno azzeccato.
 
Partiamo alle 10.00 e iniziano 30 chilometri di vera pianura.
Ritorniamo a costeggiare il fiume Kupa. Ci fermiamo a mangiare sotto una pensilina degli autobus. Il Président cade dal cavalletto e rotola! Per poco non finisce nel fiume!
 
Mentre mangiamo si avvicinano due cani, uno più piccolo e fifone e uno un po’ più grande che sembra un cucciolone. Ci porta dei bastoncini e vuole che glieli lanciamo. Ha un collare quindi è di qualcuno, forse è scappato dalla catena.
Ripartiamo e il cane ci segue per un paio di chilometri. Dopo di chè finisce di chiamarsi “il cane” e inizia a chiamarsi Scoppio. Cerchiamo di farlo tornare indietro ma niente.
 
Ci fermiamo perché il Président ha bisogno di una raddrizzata alla ruota dietro. Scoppio sempre lì, si fa una dormita, ogni tanto si alza e ci lecca. Ripartiamo, continua a piovere ininterrottamente da questa mattina.
E Scoppio ci segue, in discesa fa i 35 km/h, pensiamo che prima o poi si stancherà e tornerà indietro.
 
Dopo 20 chilometri iniziamo a preoccuparci. Non dà il minimo cenno di voler tornare indietro e neanche di essere stanco!
Pensiamo che forse dovremmo trovare una stanza in modo che lui si arrenda. In tenda non ci sarebbe speranza. Alla fine Scoppio ci segue per 60 chilometri, arriva con noi in città, a Sisiak. Noi troviamo un “apartmani” (una camera), gli diamo due salsicce e lo salutiamo. Speriamo stia bene e che trovi qualcuno che gli voglia bene.
 
O forse sarà qui ad aspettarci domani mattina. Davvero non sappiamo cosa l’abbia spinto a seguirci per 60 chilometri sotto la pioggia. Non gli avevamo nemmeno dato qualcosa da mangiare. Forse voleva solo correre. Siamo molto preoccupati ma non possiamo fare granché per Scoppio. Anche se ci piacerebbe portarlo con noi per tutto il viaggio!

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tappa 12: inizia la grande alluvione

Sisak – Novska

17 Maggio, 2014

Ci svegliamo e ancora piove. Usciamo per fare colazione, Scoppio non c’è. Sono felice che non ci abbia aspettato ma anche triste perchè non c’è.
 
Per colazione ci preparano 3/4 uova all’occhio di bue con prosciutto, succo di frutta e caffé: la cosiddetta colazione dei campioni! Ripartenza: per fortuna pianura. Io penso sempre a Scoppio. Mi sembra di vederlo o sentirlo ogni volta che sento un cane abbaiare.
Per fortuna il posto dove l’abbiamo “lasciato” è un parco lungo il fiume quindi speriamo trovi qualcuno che lo accolga.
Continuando a pedalare vediamo quello che l’alluvione ha lasciato dietro di sè. I boschi sono completamente allagati, si vedono solo le cime degli alberi e sembra debbano saltare fuori i coccodrilli.
Cerchiamo l’alcol per il nostro fornellino ma non lo troviamo. Finalmente capiamo come si dice alcol etilico in croato e che si trova solo in ferramenta ma è sabato ed è tutto chiuso.
 
Strada bucolica fra pecore e galline canterine fino a Novska. Pensiamo di trovare un posto per dormire ma non è semplice. Pare che questa sia la zona più densamente abitata della Croazia! Sulla sinistra c’è una stradina che sale nel boschetto. Piantiamo la tenda in un campetto dopo il cimitero proprio lungo la strada. E’ un pantano, ma non abbiamo molte alternative. E fa pure parecchio freddo, ci saranno 8° e causa umidità ci toccherà dormire con il cappuccio in testa.

Navigate la città Karlovac con noi

 

tappa 13: ultimo giorno di pedalata in Croazia

Novska – Oriovac

18 Maggio, 2014

Ci svegliamo verso le 7.30 e, tanto per cambiare, piove! Passano un po’ di persone che se ne vanno alla messa della domenica. Ci ignorano. Alle 11.00 ce ne andiamo anche noi. Piove a tratti ma fa più caldo di ieri. La strada é in pianura.
Dopo una ventina di chilometri, poco prima di Nova Gradiska foro la ruota dietro. Ci metto una pezza, letteralmente, ma non tiene e appena ci metto le borse, pronta a ripartire, sono a terra di nuovo. 
 
Devo ricominciare tutto da capo! Nel frattempo esce un anziano signore panciuto dalla casa di fronte, mi vuole aiutare. Non capisce perchè una donna sta cambiando da sola la camera d’aria della bicicletta. E perchè suo marito la filma con la telecamera invece di aiutarla. Sembra essere tutto a posto, ma per togliere la ruota dietro bisogna togliere l’accrocchio del cambio e registrarlo di nuovo, ed è un problema! Ci mettiamo più di un’ora (sempre con l’aiuto dell’anziano ciappinaro). Ripartiamo tardi.
 
Prendiamo una stanza a pochissimo in un paesino che si chiama Oriovac. Hanno anche un ristorante, anche questo costa pochissimo, si chiama “Lui”. Ci accoglie Ilia, un camionista con pochi denti, la faccia simpatica e, soprattutto, parla inglese.
La moglie cucina nel ristorante. Dopo cena ci offre la Rakija alle prugne fatta da lui! Buonissima, ce ne facciamo tre bicchieri e andiamo a dormire felici!
 
Domani si va in Bosnia! Speriamo di trovare l’alcol per il fornellino, pare che nessuno sappia cos’è e noi non sappiamo come altro cucinare.

Street Level Mappa fotografica

Croazia, Ravna Gora – Oriovac

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