Xinaliq Azerbaijan

Xinaliq, girl standing on a roof

9 Agosto 2014

Arrivare a Xinaliq

Oggi è il compleanno di Daniele, che ormani ha raggiunto la veneranda età di 32 anni. Si va all’Avtogazal (stazione degli autobus) e si prende un autobus per Quba, città dalla quale ci dovrebbe essere qualche mezzo per raggiungere Kinaliq (o Xinaliq, o Kinalug, o Khinalug, a vostra scelta). Il primo autobus è pieno quindi aspettiamo il secondo, è piccolo, senza aria condizionata e senza finestrini, ‘na pacchia. In più, l’autista è un po’ strano, non capiamo perchè ma inizia a litigare con uno dei passeggeri.

La strada attraversa il nulla, deserto a destra e deserto a sinistra ma con diverse salite non indifferenti ed il paesaggio, un po’ alieno, è davvero bello. Ad un certo punto, l’autista lascia la strada principale e ne prende una trafficatissima, alternativa…i passeggeri sclerano!

Soprattutti dopo aver capito che la deviazione è stata fatta per caricare delle persone in un paesino, anche se sull’autobus non ci sono posti. Non si sa da dove sbucano gli sgabelli e queste persone si piazzano nella corsia centrale dell’autobus. Non si respira più. Ci mettiamo quattro ore per arrivare a Quba, cioè per fare neanche duecento chilometri.

Azerbaijan dinner road Xinaliq

Daniele’s Birthday Party

Autostop da Quba a Xinaliq

Quando finalmente arriviamo all’autostazione della città il tutto è un po’ desolato. Sono circa le 18 30. Ci dicono che non esistono Martchoutkas (minibus) per Xinaliq, solo taxi. Prendiamo un autobus per arrivare al bazar ma lì troviamo solo taxi Lada e vogliono 40 euro. Di conseguenza autostop.

Attraversiamo la città a piedi. Non è proprio niente di speciale al contrario di di quello che avevamo sentito. L’autostop inizia subito bene. Prima ci carica una macchina per una decina di chilometri, arriviamo in una zona boscosa molto bella. Ebbene, non solo deserto, persino in Azerbaijan ci sono gli alberi. In mezzo a questo bosco ci sono tavolino sparsi, zone attrezzate per pic nic e ristoranti.

La seconda macchina ci porta u po’ più su, siamo ancora a 50 chilometri dalla meta finale.
La terza macchina è una Lada 4×4 scassata, ci carica, siamo in salita e per poco non riusciamo a partire. La guida un ragazzo sui 35 anni che ci parla in russo, capiamo che sta andando da amici e che possiamo mettere la tenda da qualche parte. Arriviamo in uno di questi posti con gazebi e tavolini nel tavolo. Lì ci sono altri amici.

Uno di loro festeggia il compleanno, e così Daniele si trova una ritrova una festa di compleanno a sorpresa. Si mangia e soprattutto si beve a gratis. Mettiamo la tenda nel boschetto e domani altra giornata di autostop per arrivare a quota 2400 metri.

traditional house Xinaliq Azerbaijan

traditional and modern houses in Xinaliq Village

10 Agosto 2014

continua l’autostop per Xinaliq

Ci svegliamo un po’ storditi. Un tizio che porta a spasso le mucche scuote la tenda! Nel dormiveglia penso si tratti di un orso e mi prende un colpo!
Ok, è ora di andare. Ci carica subito un Martckroutka carico di donne che vanno a farsi una gita. Mangiano patatine e buttano i sacchetti dal finestrino, ma poi ammirano il bel panorama. Intorno a noi le montagne iniziano a farsi sempre più alte e verticali. Il pulmino tutte donne (escluso ovviamente l’autista) si ferma ad un punto “fai una foto e fine della gita”. Da lì camminiamo un po’, ci sono salite non indifferenti e le jeep che salgono sono quasi tutte piene di gente.

Near a fountain, we spot an old military jeep stopped to let the engine breathe. They go up to about twenty kilometers from Xinaliq and luckily the give us a lift. The back seats are not there. Only two benches, we grab bars to hold onto.The landscape gets really wonderful. We enter into a kind of canyon with vertical walls. And also the road grows vertical.

Vicino ad una fontanella avvistiamo una vecchia jeep militare che si è fermata a far respirare un po’ il motore. Vanno fino ad una ventina di chilometri da Xinaliq e per fortuna ci caricano. I sedili dietro non ci sono. Solo due panche e dei maniglioni a cui aggrapparsi. Il paesaggio diventa davvero meraviglioso. Entriamo in una specie di canyon con pareti verticali. Ed anche la strada diventa verticale.

Dietro di noi una Lada vecchia e stoica, almeno cinque persone a bordo e due enormi casse (per musica) sul tetto! Siamo sicuri che ce la farà, la Lada può tutto! E con solo 4 marce. La vecchia jeep militare ci lascia e dopo meno di un minuto l’ennesima Lada 4×4, questa volta nuovo modello, ci carica. A bordo ci sono già 4 persone ma in qualche modo riusciamo ad entrare. Vanno proprio a Xinaliq.

Kinalug panorama montagne Azerbaijan

vista dal punto più alto del paese, Xinaliq

Arriviamo nel centro del paese dove è attrezzato un grande gazebo che ospita un banchetto di matrimonio. I market sono chiusi, è domenica, speriamo inutilmente che qualcuno ci inviti al banchetto ma niente. Dopo un’oretta arriva un signore ad aprire il market, possiamo comprare del cibo.

Finalmente Xinaliq

Il paese si sviluppa tutto al di sopra delle nostre teste. Le case sono in pietra di fiume ed il tetto è piatto. Niente cemento o altri materiali, arrivati solo qualche anno fa, nel 2006, insieme alla strada. Ci incamminiamo invece verso la valle per trovare un posticino per la tenda e poter girare per il paese senza pesi.

lla fine del paese inizia una strada sterrata, è l’ingresso del Şahdağ National Park, ma non c’è anima viva. Mettiamo la tenda nel prato lungo il fiume e andiamo di nuovo al paese. Stavolta ci inerpichiamo fra le stradine che portano alla cima del paese. La cosa bella è che il tetto delle case funge anche da giardino per le case che si trovano di sopra.

E’ pieno di muretti fatti di mattonelle di cacca di mucca essicata e paglia. Servono come combustibile e per riscaldarsi nel gelido inverno. La vista dalla cima del paese è davvero incredibile. Ed è incredibile pensare che per migliaia di anni la gente di questo villaggio è andata avanti così, usando solo quello che gli forniva questo pezzetto di terra circondato da montagne invalicabili. Il fiume dava l’acqua e le pietre per le case. Mucche e pecore cibo e riscaldamento. Niente da coltivare.

Dal 2006, con l’arrivo della strada, qualcosina (ma molto poco) è cambiato. Alcuni tetti delle nuove case sono in lamiera. E poi, ovviamente, ci sono le macchine. Dalla cima del paese prendiamo una stradina, o meglio un sentierino su una montagna nuda che porta ad uno dei tanti cimiteri.

Sono antichissimi, nessun archeologo ha scavato qui quindi non se ne sa niente. Alcune lapidi sono solo pietre piantate nel terreno, altre hanno iscrizioni in turco antico o in altre lingue sconosciute. Le più vecchie potrebbero essere Neolitiche. Inoltre, Xinaliq fa parte delle Albanian tribes, quindi hanno la loro lingua.

Torniamo al paese e incontriamo due italiani arrivati lì con una macchina a noleggio, e così domani abbiamo il passaggio per Baku.

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